IL DEPUTATO PDL 4 SANTO VERSACE

Roma«Servono pompieri, non piromani; mi raccomando lo scriva. E scriva anche che non vado da nessun parte, non passo dall’altra parte io, resto con Silvio». Il deputato Santo Versace ribadisce la volontà di rimanere a fianco di un premier «accerchiato, mal consigliato». E nell’attestato di fedeltà anticipa le linee guida per il buon Pdl futuro. Migliore, più vicino alla gente e dove tutti potranno dare di più. Dire la loro, insomma. E siccome sono giorni decisivi questi non passerà mai a chi rema contro: «Resto col premier, garantito, anche se comunque avrei qualcosa da dire a riguardo».
Del tipo?
«Se fossi il segretario del partito riorganizzerei il tutto cominciando dall’utilizzare meglio certe risorse interne».
Ad esempio?
«È una questione semplice: manca un ruolo preciso per molti di noi. In organico esistono persone utilizzate poco o male. Penso, ad esempio, a Maurizio Scelli, persona di valore che recentemente si è preso pure le parolacce all’Aquila. Risorse buttate al vento, persone poco stimolate a fare. Io stesso dopo quarant’anni mi sono deciso a tornare in politica e speravo di poter dare di più, anche se per natura sono abituato a non fermarmi».
Una critica alla conduzione?
«Non direi, piuttosto voglio consigliare al capo del governo di non restringere oltremodo la cerchia. L’oligarchia non mi ha mai convinto. Nel Pdl manca una logica e funzionale organizzazione del lavoro a partire dalla base. Tutti devono contribuire».
Solo una questione di incarichi?
«Non solo, serve anche qualche decisione popolare. Insisto sul fatto che ci sono troppe auto blu nel nostro partito e non è un problema da poco, andrebbero ridotte fino al 50-60 per cento. Penso che la gente apprezzerebbe se sui giornali leggesse di un simile provvedimento. Cominciamo noi, poi vedrete che anche gli altri si adeguerebbero. E poi c’è un problema morale: Verdini deve fare subito un passo indietro, chi ha problemi con la giustizia si deve allontanare fino a sentenza avvenuta, se non battiamo la corruzione non vinceremo mai la criminalità organizzata e per questo non dobbiamo ostacolare il lavoro della magistratura. L’obiettivo è un partito degno degli elettori che continuano ad avere fiducia in noi. Mi piacerebbe essere amato soprattutto per quello che faccio in politica».
Il tormentone di questi giorni è Fini. Pensa che il premier abbia avuto troppa pazienza con lui?
«Con Gianfranco si doveva dialogare subito, i primi giorni, fargli capire che le decisioni sono comunitarie, ora la frittata è fatta. Ma sulle intercettazioni non ha capito che noi del Pdl non vogliamo ostacolare il lavoro della giustizia».
Dunque, anche se siamo ad agosto è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche
«Tutti con Silvio, ma fatemi lavorare!».