Deraglia vagone. Ed è polemica

Ci sarebbe un errore di manovra alla base del deragliamento dell’ultimo vagone di un treno delle Ferrovie dello Stato, proveniente da Roma e uscito dai binari ieri mattina all’altezza del passaggio a livello di Porta Fiorentina, a Viterbo. Nessun ferito e nessun danno di rilievo. Non appena accaduto l’incidente, il convoglio si è bloccato e i passeggeri si sono messi in salvo senza difficoltà. I disagi maggiori sono toccati agli automobilisti in coda al passaggio a livello, che è rimasto abbassato per ore, mandando in tilt il traffico in una delle zone nevralgiche della città. E, come in un domino, ci sono state conseguenze e ritardi anche sugli altri treni che percorrono la stessa tratta: tutti i convogli in arrivo e in partenza alla stazione di Porta Fiorentina sono stati bloccati allo scalo di Porta Romana. È stato inoltre cancellato un treno diretto alla capitale e altri due sono stati deviati sulla linea Orte-Attigliano. Inevitabili le proteste e i malumori della gente per le attese prolungate. Gli agenti della polizia municipale hanno dovuto lavorare sodo per deviare il traffico veicolare, su vie alternative. Gli ingorghi sono proseguiti per tutta la mattina, mentre i tecnici delle Fs tentavano di rimuovere il vagone uscito dai binari. Un’operazione più complessa del previsto, in quanto è stato necessario attendere l’arrivo di una motrice speciale da Roma. Solo alle 18 la linea è stata ripristinata. Trenitalia ha fatto sapere di aver messo a disposizione dei viaggiatori, sette pullman, cinque a Viterbo - utilizzati soprattutto come navetta tra le due stazioni cittadine - e due a Bracciano.
L’ incidente, che poteva avere conseguenze ben più gravi, fortunatamente si è risolto bene. E la ruota andata storta ha invece permesso di imbroccare con vigore la via della polemica, accendendo i riflettori sulle condizioni di una tratta ferroviaria che spesso non soddisfa degli utenti. «Ci voleva un deragliamento per riportare all’attenzione dei politici sulla insostenibile situazione delle ferrovie Viterbo-Roma». Non usa mezzi termini nemmeno il sindaco di Viterbo, Giancarlo Gabbianelli che parla di «dispetti» nei confronti del Comune da parte della regione Lazio, quasi che in questione ci fosse uno di quei circuiti su cui corrono trenini di plastica. In realtà la situazione è ben più seria. Il primo «dispetto», a detta del sindaco, sarebbe la revoca del provvedimento che imponeva ai treni di fermarsi a porta Romana, senza attraversare la città per arrivare a Porta Fiorentina, essendoci un numero esiguo di passeggeri in transito. Il secondo riguarda «una città spaccata in due dalla ferrovia» che ancora non vede l’avvio dell’interramento dei binari che la attraversano. La Regione ha stanziato alla Provincia 600mila euro per la progettazione del tratto urbano della linea, ma il sindaco ha dichiarato che «il progetto c’è già e ha avuto l’ok di Trenitalia». Sul piede di guerra, ha annunciato la richiesta di un sostegno ai privati, per realizzare il progetto «non potendo contare sulla Regione».