Derby, 5mila ultrà interisti disertano la Nord

Curva Nord «orfana» di ben 5mila ultrà interisti che, ligi alle disposizioni dei loro capi, non sono andati a ritirare i biglietti in via Durini, per contestare la stagione deludente dell’Inter. I tagliandi saranno pertanto riconsegnati al Milan che provvederà a distruggerli. Come impone la direttiva del ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu che impedisce la vendita il giorno della gara. I cinquemila ultrà però non rimarranno a casa, ma si ritroveranno ugualmente di fronte all’ingresso della Nord per tifare almeno idealmente. Per questo il servizio d’ordine sarà, se possibile, ancora più attento e accurato rispetto ai soliti derby. Viste le contestazioni ai giocatori, sfociate nell’aggressione di sabato a Malpensa al rientro della squadra dalla vittoriosa trasferta di Ascoli.
Interisti sull’orlo di una crisi di nervi dunque, dopo l’esclusione dalla Champions per colpa di un Villarreal «corsaro». Già all’aeroporto spagnolo i tifosi si erano sfogati insultando i giocatori. Dagli insulti si è poi passati alle vie di fatto al rientro della squadra da Ascoli, dopo la gara di campionato. A farne le spese Cristiano Zanetti, in odore di passaggio alla Juventus. Il centrocampista è stato colpito alla testa. Un po’ troppo anche per gli ultrà che hanno così deciso di passare all’azione eclatante: rinunciare al derby. In questo modo, come ha spiegato il capo storico degli ultrà interisti Franco Caravita, si vogliono raggiungere due scopi. Il primo rinnovare la contestazione alla società «rea» di aver fallito in campionato e Champions. Ma anche isolare i «cani» sciolti, ritenuti i veri responsabili, sempre secondo Caravita, dell'aggressione fisica a Malpensa. Facendo così tornare al Milan cinquemila tagliandi consegnati all’Inter.
Nei giorni scorsi infatti la società di via Turati aveva consegnato al club nerazzurro 8.437 tagliandi, settemila di curva. Ieri sera alla chiusura delle biglietterie ne erano rimasti invenduti cinquemila, che oggi saranno riconsegnati al club rossonero per la distruzione. Come prevede la direttiva Pisanu che vieta lo «sbigliettamento» allo stadio.
Gli ultrà tuttavia non mancheranno completamente all’appello ma seguiranno la partita da fuori. Per questo il servizio d’ordine predisposto dalla questura sarà in ogni caso accurato anche se di incidenti tra le due tifoserie si è ormai persa persino la memoria. I contestatori saranno seguiti infatti con grande attenzione dalle forze dell’ordine. «Non saranno tollerati, dentro o fuori da San Siro, comportamenti che vadano oltre i limiti della legge», assicura il questore Paolo Scarpis. E aggiunge che poliziotti e carabinieri messi in campo per la prevenzione saranno in numero «sufficiente e adeguato». Tradotto in numeri significa non meno di 500 uomini.