Derby dei sindaci? Lo vince l’Inter 6 a 1

TRA POLITICA E SPORT Verso il match del Meazza. Da Tognoli a Pisapia, dalla Moratti a Formentini: tutti tifano per i nerazzurri. Tranne Albertini

Meno quattro. Rossoneri e neroazzurri si preparano alla sfida che più che mai spiace perdere. Anche se si è (o si è stati) sindaci, teoricamente imparziali come vorrebbe l’etimologia della parola, «sun» cioè «insieme» e «dike», giustizia. Vabbé essere sindaco di tutti i milanesi ma quando c’è il derby la neutralità è dura.
Così i primi cittadini milanesi che siano di destra o di sinistra, quando si tratta di scendere in campo (quello di San Siro) tirano fuori la bandiera dal cassetto. E pure una discreta dose di scaramanzia perché come fa notare l’ex sindaco Albertini «nel calcio torna fuori tutto il nostro passato tribale», citando un libro di Desmon Morris in cui l’autore dà una spiegazione scientifica del perché uomini di intelligenze anche illuminate sbraitano come matti per un gol annullato.
Dunque, domenica come finirà? Sei a uno, per l’Inter. Sono tutti neroazzurri, tranne Gabriele Albertini unico rossonero a Palazzo Marino. Parte con uno screening obiettivo delle «due squadre entrambe in fase di turbolenza ma anche di successo» e poi dà (moderato) sfogo al suo ottimismo e conclude prevedendo una vittoria del Milan anche se «di misura, 2-1 o 3-2».
Anche Giuliano Pisapia in vista del derby tradisce la sua fede, interista, e ammette: «Spero che vinca l’Inter». Poi rimette la palla al centro e commenta che «l’importante è che sia una partita con tanti gol e bel gioco». E’ vero, l’importante è partecipare ma è anche vero (checché se ne dica) che per i tifosi sfegatati quella del derby è la sconfitta più dura da ingoiare. E infatti nelle ultime due stagioni non c’è mai stato un pareggio: 5 partite giocate, tre vinte dal Milan, due dall’Inter. Domenica se da una parte l’Inter corre sapendo di non poter perdere, il Milan scende in campo forte della sua prima posizione in classifica. Come finirà? Carlo Tognoli preferisce non fare pronostici. «Scusi sa... è una questione di scaramanzia». Poi ci ripensa e aggiunge: «Anzi sarei tentato di dire che vincerà il Milan... è favorito vista la classifica». C’è da credere che mentre lo diceva avesse anche le dita incrociate.
Marco Formentini ammette che «non si può rispondere in modo obiettivo ma passionale. Io faccio parte dell’illustre schiera di sindaci interisti, gli altri sono mosche bianche anzi rosso-nere! Prevediamo ovviamente il trionfo dell’Inter. Anche se il Milan in questo momento è favorito ma solo sulla carta». Quindi? «L’Inter ben organizzato logorerà i nervi al Milan finché non metterà a segno il golletto per vincere». Uno a zero. Ogni risultato va bene purché sia dall’1 a 0 in su per Giampiero Borghini: «La mia previsione?». (Ride) «Non prevedo ma mi auguro che vinca l’Inter. Sa com’è, noi tifosi non siamo obiettivi, siamo faziosi. Seguirò la partita in poltrona, ormai ci vuole il fisico per seguire il calcio e per noi dell’Inter ancora di più... sempre su e giù. Comunque spero davvero che Milano sia all’altezza, che quella di domenica sia una grande giornata milanese, spero che si giocherà un bel derby... e che vinca il migliore!».
Di nuovo palla al centro. Rilancia Paolo Pillitteri che dice di potersi accontentare anche di un 2-1. «Avrei evocato lo spirito di un grande scrittore sportivo come Gianni Brera affinché interceda col dio del calcio e faccia vincere l’Inter, cosa d’altronde non difficile per noi interisti specie in questi ultimi tempi». L’altra sua richiesta era per un pallone d’oro a Messi: che sia stato ascoltato?
Per Letizia Moratti nessun commento. Lo schieramento per lei è una questione di famiglia. Forse è per questo che preferisce non sbilanciarsi. O anche per lei si tratta di scaramanzia?