Il derby di Eriksson e Ferguson attorno al Cabernet della pace

Dopo critiche e frecciate, Sven offre a Sir Alex una bottiglia da 600 euro

Un derby da quattrocentoquindici sterline. Tutto in una bottiglia di vino, rosso, Cabernet Sauvignon di indefinito produttore, per il momento. Si ritiene di chateau francese ma è un pretesto per firmare la pace tra due signori, uno svedese riccastro e uno scozzese baronetto, al secolo Sven Goran Eriksson e Alex Ferguson, divisi da sempre e uniti stavolta dal derby di Manchester, tra il City, la squadra della città secondo etimo antico, e l’United, il club che riuniva appunto, tutte le bande pallonare dei dintorni.
I due non si sono mai amati, come del resto le tifoserie. Ma l’inimicizia era dovuta ai ruoli quasi opposti. Eriksson, responsabile della nazionale inglese, precettava i dipendenti di Ferguson anche per le amichevoli più sciocche e lo scozzese metteva da parte il titolo di sir e replicava con le gote rosse e quella pronuncia gutturale tipica degli scots. Tempi andati, Eriksson ha mollato i leoni d’Inghilterra, per qualche sterlina in più ha accettato i denari di Thaksin Shinawatra, ex primo ministro thailandese (messo al bando per scandali finanziari) e padrone del Manchester City e così eccoli di fronte nel derby. Lo svedese sa bene come prendere gli avversari, sa che Ferguson ama il piacere della buona tavola e del vino eccelso. Si è ricordato che nella recente semifinale di Champions tra Milan e Manchester United proprio una bottiglia di vino francese andò a completare il doppio incontro e Fergie proclamò: «La berrò per la finale di Atene, brindando alla vittoria milanista del mio amico Ancelotti sul Liverpool». Cosa che avvenne, ma forse sarebbe avvenuta ugualmente anche in caso di successo di Benitez. Stavolta Eriksson ha voluto strafare, per dare uno schiaffo anche a José Mourinho, il portoghese volle sancire una finta amicizia con Ferguson, lo scorso anno, comprando una bottiglia da 200 euro e celebrando la pace alla vigilia della sfida tra il Chelsea e l’United.
Stavolta infatti Sven Goran non ha badato a spese. Dicono i cronisti che, non avendo il tempo di andare per negozi, «il figlio di Erik» abbia chiesto al sommelier dell’albergo di Manchester che lo ospita, fino a reperimento di nuova dimora, di individuare nella cantina la «meglio» bottiglia. «Preferirei portarla a casa piuttosto che berla con lui», ha scherzato sir Alex. Ma l’evento è già previsto per domani all’una e mezza. Di solito la sbronza made in England va in scena al sabato sera, ma il derby di Manchester è posticipato per esigenze televisive. Ciò non esclude, tuttavia, che già oggi si proceda con le operazioni di riscaldamento. In alto i calici e anche i calci.