DERBY FRATRICIDA PER LA CRITICA TV

Tra le trasmissioni che si sono appena concluse per la lunga pausa estiva ce ne sono due in diretta concorrenza tra loro, curioso esempio di diaspora nell'ambito della critica televisiva: Il Grande Talk e Tv Talk, la prima in onda su Sat 2000, la seconda su Raitre, per giunta in concomitanza di orario perlomeno nella prima mattinata del sabato. Sino all'anno scorso esisteva solo Il Grande Talk condotto da Massimo Bernardini, poi da questa stagione, al grido «Scissione! Scissione!» - forse per imitazione dei partitini extraparlamentari degli anni 70 e di quelli post socialisti di oggi - la «famiglia» si è rotta e si sono create due squadre. Non chiedetemi di ricostruirne i motivi perchè è materia per avvocati matrimonialisti, fatto sta che Bernardini è trasmigrato alla guida di Tv Talk, sempre sotto l'ala protettrice di Giovanni Minoli e Rai Educational e con l'aggiunta di Italo Moscati nel ruolo di commentatore, mentre il copyright Il Grande Talk è rimasto a Sat 2000 passando sotto la conduzione di Alessandro Zaccuri che si è portato appresso alcuni transfughi come il prof. Giorgio Simonelli e il critico dell'Avvenire Mirella Poggialini, ingaggiando Gianni Ippoliti in veste di osservatore ironico. Cosicché, da un giorno all'altro, la televisione che critica se stessa si è trovata di colpo ad avere due trasmissioni di nicchia anziché una. E ciascuna ha fatto sempre finta che l'altra non esistesse, parlando più o meno degli stessi argomenti con l'aria di essere l'unica, contendendosi gli ospiti ad imitazione di quanto si fa a Porta a Porta e Matrix, dando alla fine appuntamento all'anno prossimo con tale ottimistica fiducia da far supporre che esista un bacino di pubblico talmente interessato a osservare criticamente la nostra televisione da consentire la sovrapposizione di due trasmissioni gemelle. Tale constatazione è l'unica nota positiva di questo derby fratricida, perchè la guerra dei Rose's tra analisti televisivi ha accentuato certe tendenze negative facilmente osservabili: Tv Talk ha compromesso ogni volta il buon lavoro di riflessione sul mondo televisivo facendo da cassa di risonanza ai programmi del «tutor» Giovanni Minoli con un esito che - dai e ridai - è risultato stucchevole oltrechè poco elegante; Il Grande Talk, da parte sua, ha rischiato sovente di incartarsi nel circolo vizioso dell'autoreferenzialità da «addetti ai lavori», con qualche posa da circolo snob per fortuna stemperata dalle salvifiche dosi di ironia di Ippoliti. Preoccupante, in certi interventi degli studenti, il ricorso a un linguaggio e a un approccio critico ricorrentemente convenzionale. Anche la critica televisiva ha le sue «frasi fatte» da cui deve cominciare a guardarsi.