Derby Garrone-Spinelli a colpi di spumante

di Vittorio Sirianni

È stato il trionfo dei «bolliti». Attenzione: nessuna offesa per gli invitati a questa straordinaria e curiosa festa di amici, ma davvero un trionfo di «bolliti» che solo la fantasia di un ristoratore come Franco Ardoino (all’«Europa», il suo «santuario dell’onesto peccato» in Galleria Mazzini) poteva creare. C’erano da celebrare i 76 anni di Duccio Garrone. Quale idea migliore di invitare a tavola i suoi amici più cari? E offrir loro eccezionali e fumanti bolliti, cotechini di lusso, salsine, innaffiato il tutto da vini d’annata? Una gran bella festa attorno al presidente ( in buonissima forma) con tutta la Genova che, se così si può dire, conta nel mondo imprenditoriale, forense, politico e medico. Non c’erano, come ha sorriso Garrone, i «poteri forti» (che a lui danno tremendamente fastidio), ma amici e persone serie.
Grandi imprenditori: non poteva mancare Aldo Spinelli (poi protagonista al tavolo di scopone), quindi Vittorio Malacalza che per tutta la serata ha colloquiato con il professor Puppo, urologo di fama internazionale. E ancora il principe Cesare Castelbarco Albani, sportivo e interista di lusso al cui fianco sedeva un altro imprenditore delle banchine, quell’Augusto Cosulich, anche lui antico tifoso rossoblù. Un vecchio amico della Samp era Paolo Lanzoni (tre-quattro portate di bolliti...), così come non mancava il «re del burraco», quell’Eugenio Benvenuto, fidato collaboratore di Garrone al Banco San Giorgio. Autorità civili e militari, affezionate alla tavola di Ardoino, hanno fatto onore al cotechino: l’ex questore Salvatore Presenti diceva sorridendo: «Sono in pensione, vivo di viaggi». Aggiungendo che alla sua vecchia amica, ministro Cancellieri, ha detto: «Ma perché non fai la nonna?». Soddisfatto del menù anche l’ex prefetto Cesare Ricci, mentre l’Arma era degnamente rappresentata dal generale Scoppa (comando regionale) e del tenente colonnello Milli, gran giocatore di cirulla (avendo eliminato insieme al partner Siri il duo Angeli-Paneri) .
Il mondo medico presentava, oltre al professor Puppo, il professor Angelo Carella (ematologo, ma in serata impegnato ad assaporare i vini d’annata), e il professor Gazzaniga sempre accanto al suo «paziente» Garrone. Non poteva mancare il governatore Claudio Burlando: molto silenzioso e impegnatissimo a «cinguettare» su Twitter, che dicono i maligni, sia diventato ormai l’unico suo vero amore del momento. Piero Lazzeri, elegante e raffinato, aveva portato il saluto degli spedizionieri, mentre Dino Romagnoli (lievemente appesantito...) quello dei brokers. Presenti anche Giorgio Guerello, presidente del consiglio comunale, Renzo Muratore, ex presidente della Regione, e il braccio destro di Duccio, Paolo Corradi (che però ha saltato le portate per un impegno di «Cucina mediterranea» al Ducale). Accanto a Spinelli era l’inseparabile Silvano Siri (uscito dal suo salone di automobili dove oltre cento invitati avevano brindato alla nuova «Up!») e con lui il giovane e pimpante Giuseppe Carino. Il mondo forense aveva un suo illustre nome: Gianfranco Paneri, principe del foro e di buona tavola; il giornalismo si presentava col volto e la passione per i bolliti di Mimmo Angeli e del nostro caporedattore Max Lussana. Alla fine, grandissima, enorme torta, qualche momento di commozione di Duccio, tappi di champagne che sono saltati. E poi, via tutti ai tavoli di scopone e di cirulla.