Un «derby infinito» tra storia e antropologia

Curiosità, aneddoti, memorie, notizie e foto di cento anni di stracittadina della Lanterna. Ma anche una indagine di tipo antropologico, diretta ad analizzare le differenze culturali, mentali, psicologiche, di comportamento fra le due schiere contrapposte dei cosiddetti tifosi, essi stessi fenomeni sociali. Questo è «Il derby infinito» (Ses Genova e B.N. Marconi editori), il nuovo libro del giornalista-scrittore genovese Renzo Parodi.
Attraverso una approfondita ricerca di fonti originali, su documenti, articoli di giornale, lettere e antichi libri dedicati al calcio genovese, Parodi ha tracciato una storia originale ed unica dei confronti-scontri rossoblucerchiati, scoprendo qualche sorpresa (ad esempio la vicenda di Franz Calì, fondatore della sezione calcio dell’Andrea Doria, che giocò con la maglia del Genoa la finale per il titolo del 1901, oppure il processo intentato al Genoa, che rischiò la radiazione, per l’ingaggio professionistico di due giocatori sampdoriani; o ancora la prima apparizione del Grifone, non sulle maglie rossoblù ma su quelle della Dominante, antenata fascista della Sampdoria) e tante conferme.
Un capitolo a parte merita la documentazione fotografica con veri cimeli come la foto (siamo ai primi del ’900) dello stadio di Ponte Carrega con la vezzosa tribunetta e lo «spogliatoio» a cielo aperto. O ancora partite sul campo della Cajenna, fino all’immagine (è il 1º novembre 1992) di un desolato Aldo Spinelli sotto la «Nord» che si è sfogata bersagliando Pagliuca con rotoli di carta igienica.