Il derby lascia polemiche e un ambiente giallorosso arrabbiato con tutti. L’allenatore su Rossi: «Un tuffo nel fontanone? Avrei preso l’influenza» La Roma fa la stupida e Andreotti la sgrida

Il rimprovero del senatore tifoso: «Nel derby mancava la solita grinta». Mexes chiede scusa. Totti infuriato, ma graziato dall’arbitro. E Montella vuole andarsene: pensa al Fulham

Marcello Di Dio

da Roma

Tre gol incassati (Ascoli e Sampdoria, le squadre più prolifiche contro la Roma, si erano fermate a due), sette punti da recuperare sull’Inter, ma soprattutto un derby perso malamente. Roma affossata dai «cugini» laziali e arrabbiata, più che con se stessa, con gli altri. E se Spalletti confessa di non avere dormito e Mexes chiede scusa per l’errore che ha fruttato il rigore alla Lazio che ha chiuso il match, non è mancata la scia delle polemiche. Totti si è lamentato per l’arbitraggio di Rosetti, che a suo dire non l’avrebbe tutelato. Salvo poi scoprire che lo stesso Rosetti (e con lui il guardalinee Lion) non si è accorto dei «calcetti» rifilati al laziale Zauri (che pure ha risposto affondando i tacchetti nella coscia destra del romanista), punendo solo con il giallo entrambi. Cosa che eviterà il ricorso alla prova televisiva.
E ancora le lamentele di Perrotta sul presunto mancato «fair play» di Delio Rossi reo, a detta del romanista, di aver offeso i giallorossi («ci ha urlato di tutto e ci ha detto che siamo stati presuntuosi e maleducati») e di non saper vincere. Luciano Spalletti, che ieri ha incontrato il collega laziale a Coverciano in occasione della consegna della «Panchina d’Oro», ha preferito gettare acqua sul fuoco. «Con Delio Rossi non c’era niente da chiarire, è un bravissimo allenatore e l’ha dimostrato anche nel derby. Io comunque non ho smesso di parlargli, l’ho salutato e basta. Il suo tuffo nel fontanone? Se l’avessi fatto io, mi sarei preso l’influenza...». E sui veleni del post partita dice: «Non ho visto né sentito niente di particolare, ho visto però agitarsi delle persone che solo se vai a punzecchiarle possono reagire. Bisogna saper perdere e saper vincere: a Roma, in particolare in un derby, ci sono situazioni particolari dalle quali uno può essere travolto».
Il senatore Andreotti, tifoso romanista, ha sottolineato che alla Roma «mancava la solita grinta». Ma l’accusa maggiore rivolta ai giocatori giallorossi è stata l’eccessiva pressione che avrebbero avvertito durante il match. «Questo fatto mi è parso evidente - spiega Spalletti - questo non significa che la Lazio abbia giocato male. Comunque, rifarei le stesse scelte. Anche perchè oggi non mi sento di dire cosa non avrei dovuto fare di diverso, servirebbe solo a buttare via energie. Io guardo al futuro, sono sempre convinto che per noi sarà un futuro importante». Tra le decisioni di Spalletti ha sorpreso quella di far scaldare Montella, senza poi farlo entrare in campo. Esattamente come era accaduto contro l’Atalanta il sabato precedente. «Cerco di trattar bene Montella, come tutti gli altri. Bisogna fare attenzione a quello che si dice perchè occorre capire come stanno le cose». La cosa certa è che Montella ha chiesto di essere ceduto (probabilmente andrà in prestito al Fulham).
Spalletti, elogiato anche da Andreotti («è una persona seria, non un esibizionista»), dice di guardare al futuro, ma l’Inter è sempre più lontana. «I nerazzurri hanno buone possibilità di successo, ma noi dobbiamo tornare a far bene a cominciare dal Palermo, cercando di creare maggiori difficoltà possibile a chi ci precede. È chiaro però che loro hanno vantaggio su tutti. Mancini sta gestendo molto bene la situazione, gliel’ho detto anche personalmente qui a Coverciano».