Il derby di Totti tiene in ansia tutta Roma

La Lazio vuole invertire la tendenza, ma Oddo non cerca sconti: «Spero che ci sia Francesco, è il simbolo di questa sfida»

Marcello Di Dio

da Roma

Toni bassi o almeno un po’ meno urlati del solito, nonostante che nella Capitale non si sia parlato d’altro per tutta la settimana. È un segno dei tempi e della «santa alleanza», ormai consolidata, tra le due tifoserie, sancita dalla decisione degli Irriducibili, la frangia più rappresentativa del tifo laziale: niente striscioni e cori provocatori verso la Sud - la curva giallorossa - per la solidarietà e la partecipazione espressa dopo le vicende giudiziarie che li hanno toccati (gli arresti per la presunta scalata al club di Formello). Anche se le forze dell’ordine manterranno comunque gli occhi aperti.
Ma la sfida tra Lazio e Roma mantiene il suo fascino: qualcuno lo definisce il derby d’Italia, altri addirittura «mondiale» per la presenza di cinque azzurri campioni in Germania. E uno di questi, il protagonista più atteso, non è ancora sicuro di esserci. Francesco Totti ha vissuto una delle settimane più tormentate della sua carriera, tra l’inchiesta di Potenza dove il suo nome è stato tirato in ballo e la caviglia destra che gli duole da domenica scorsa. Il capitano, già nella lista dei convocati, decide di presentarsi in sala stampa a Trigoria per chiarire la sua situazione: «Non sto bene, domattina (stamani, ndr) farò l’ultimo provino. Ho ancora dolore quando calcio, ho provato anche i movimenti laterali e devo dire che ho un po’ paura al momento dell’impatto con il pallone. Spero che la notte mi porti qualcosa di positivo perché io voglio esserci nel modo più assoluto».
«Mi auguro che sia in campo, anche perché lui è il simbolo di questo derby», il messaggio del capitano della Lazio Oddo (che per l’occasione indosserà una fascia personalizzata), un altro dei campioni di Berlino.
L’ambiente giallorosso resterà in ansia fino all’ultimo («un po’ preoccupato lo sono, nutro però fiducia sulla sua voglia di esserci e nei medici: dei miglioramenti in questa settimana si sono visti», dice il tecnico Spalletti). L’impressione è che alla fine, pur stringendo i denti, Totti sarà in campo. Non vuole rimanere fuori, come successe nell’ultima stracittadina del 26 febbraio scorso (quella del record di undici vittorie consecutive) quando seguì la sfida a bordo campo con le stampelle. La presenza del capitano giallorosso condizionerà l’atteggiamento delle due squadre: la Lazio, giunta più tranquilla all’appuntamento ma svantaggiata dal pronostico, dalla classifica e dalla tradizione (un solo derby vinto su 14 giocati dal 2001 a oggi, quello nel segno di Di Canio, fino all’anno scorso icona laziale e stavolta nemmeno spettatore in tv) che dovrà cercare le contromisure giuste; la Roma, che ha 18 punti di vantaggio e un gruppo più forte, che sarà chiamata a supportare il suo elemento di spicco un po’ acciaccato. «Sono due squadre che mostrano un bel gioco, sarà sicuramente un bel derby», sottolinea Spalletti che elogia il collega Delio Rossi, «uno che lavora bene sul campo, bravo a costruire la squadra e a scegliersela dandole anche diverse formule di gioco».
La febbre per il derby è cresciuta di giorno in giorno, anche nelle scarse dichiarazioni dei calciatori: dal «vinceremo noi» del portiere romanista Doni al «voglio un altro 6 gennaio» dell’attaccante laziale Rocchi, in riferimento alla sfida vinta il giorno della Befana del 2005 fino al paragone forte di Perrotta («il derby di Roma vale una finale mondiale»). Sugli spalti saranno in settantamila, 135 i Paesi collegati. L’arbitro sarà Rosetti, lo stesso del derby sospeso il 21 marzo 2004. Da allora è cambiato anche il trend tra le tifoserie, sempre più vicine ideologicamente e sempre più alleate contro la polizia. Ed ecco perché il prefetto Serra ritiene il derby in gergo tecnico «a rischio due» (il massimo è tre) e ha predisposto un massiccio servizio di sicurezza: 1500 agenti e 300 steward della Lazio, tre postazioni del 118 e un camion itinerante predisposto per interventi di terapia intensiva.