Derby al Venerdì Santo Facchetti contro l’anticipo

L’idea di un missionario: «Devolvete almeno l’incasso a chi soffre»

Milano. Il derby di Milano è già iniziato; la stracittadina della Madonnina, originariamente prevista per il sabato di Pasqua, ha già scatenato malumori tra Milan e Inter. E questo perché il derby è stato anticipato alla sera del 14 aprile, Venerdì Santo, per consentire al Milan di avere 24 ore in più per preparare l’andata della semifinale di Champions contro il Barcellona, in programma a San Siro martedì 18 aprile. Proprio come farà il Barça che anticiperà a venerdì 14 la sua partita pasquale contro il Villarreal. «È una nostra facoltà e visto che il Barcellona anticipa al venerdì, lo facciamo anche noi. Non possiamo dare un vantaggio ai nostri avversari. Le nostre autorità ecclesiastiche faranno quello che fa l’autorità ecclesiastica in Spagna che è un Paese cattolico esattamente come il nostro», afferma Galliani. La decisione è stata presa ieri in occasione dell’assemblea ordinaria (rinnovo delle cariche all’interno della Lega e diffida di Sportitalia alla Rai sui diritti tv) e ha provocato il malumore di Giacinto Facchetti, contrario all’anticipo. «Visto che giocano il Venerdì Santo, facciano entrare gratis come solidarietà gli immigrati che non possono pagarsi il biglietto e devolvano parte dell’incasso ai poveri», il consiglio di padre Giulio Albanese, missionario comboniano. Il diritto dei rossoneri a chiedere l’anticipo della loro gara di semifinale in Champions, con l’obbligo-dovere della contemporaneità nelle ultime quattro giornate di campionato, ha portato la Lega ad anticipare a sabato 22 aprile l’intera 16ª giornata di ritorno di A, in quanto il mercoledì successivo il Milan gioca la gara di ritorno di Champions. La semifinale di coppa Italia Udinese-Inter si giocherà martedi alle 17,30 anziché alle 21. La 37ª di B slitterà a domenica 23 aprile alle 15 (Avellino-Atalanta sabato alle 20,45). \