«Deriva anticlericale che alimenta l’eversione»

Fi: «Il governo deve scusarsi». An: «Scelta pericolosa». L’Udc: «Europa al capolinea»

da Roma

Una mozione «pericolosa» quella sottoscritta a Strasburgo contro il presidente della Cei Angelo Bagnasco. Alza il livello dell’attenzione l’ex sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano di Alleanza nazionale e ricorda come la «storia dell’eversione in Italia non conosce confini netti fra apologia della violenza, individuazione degli obiettivi, reiterazioni di attacchi verbali nei confronti di quegli obiettivi e fatti concreti e concludenti, coerenti con l’odio sparso». Dunque quando «tre parlamentari europei come Agnoletto, Catania e Frassoni sottoscrivono una mozione contro il presidente della Cei Monsignor Bagnasco e la inseriscono in un dibattito sull’omofobia a Strasburgo si pongono su una china che non è soltanto di vecchio propagandismo anticlericale» perché a quella presa di posizione si affiancano anche «scritte sui muri delle chiese realizzate per la gran parte da soggetti che ruotano attorno ad alcuni centri sociali; scritte di colore rosso, spesso con la stella a 5 punte, contenenti sempre ingiurie e minacce». Mantovano dunque si sarebbe aspettato almeno «una presa di distanza netta dai leader dei partiti dei tre: Rifondazione comunista e Verdi».
Durissimo anche il commento del capogruppo Udc alla Camera, Luca Volontè. «L’Europa è al capolinea: a Strasburgo c’è chi vuole punire i cattolici, le famiglie naturali, gli eterosessuali», dice Volontè riferendosi alla risoluzione che condanna l’omofobia delle confessioni religiose.
«C’è una potente minoranza gaia che vuole imporre l’ideologia omosessuale - denuncia Volontè -. A Strasburgo c’è chi vuole imporre legislazioni premiali per gay e lesbiche e punire cattolici, famiglia naturale ed eterosessuali. È inaccettabile».
La sinistra radicale voleva coinvolgere a sproposito il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, accusa Francesco Giro, di Forza Italia. «Dopo aver negato in varie sedi istituzionali la propria solidarietà a monsignor Bagnasco la sinistra radicale non si smentisce ed esporta pretestuosamente una vicenda italiana, tentando di inserirla in un dibattito sull’omofobia discusso a Strasburgo e non rendendo certo un buon servizio all’immagine del nostro Paese», dice Giro. «Questa intransigenza laicista si traduce nelle scritte minacciose, che da settimane si moltiplicano sui muri, e in un crescente clima di intolleranza anticlericale. Rinnovo, assieme alla solidarietà a monsignor Bagnasco, l’invito a non sottovalutare i pericoli derivanti da tutti questi atteggiamenti intimidatori e ad abbassare i toni, soprattutto da parte di chi rappresenta i cittadini nelle più alte istituzioni come il Parlamento europeo», conclude Giro.
Anche l’azzurra Isabella Bertolini accusa la sinistra radicale di fomentare «la campagna di odio contro la Chiesa». La Bertolini chiede l’intervento immediato del governo Prodi presso «Bruxelles per scusarsi di quanto accaduto: se così non sarà, riterremo Romano Prodi e compagni corresponsabili dell’eventuale ripetersi di episodi criminosi contro monsignor Bagnasco».