Deriva dal latino (via Inghilterra)

Contavano parecchio già ai tempi della prima Repubblica, ma nessuno sapeva bene come definirle. Poi, grazie alla globalizzazione linguistica, abbiamo preso in prestito dall’estero una nuova etichetta: «Lobby». Il dizionario Garzanti della lingua italiana le definisce «gruppi di interesse che, mediante pressioni anche illecite su uomini politici, ottengono provvedimenti a loro favore». Le radici del termine affondano nel latino laubia, cioè «loggia». E proprio nelle anticamere del Parlamento inglese, già nell’800, associazioni di categoria e gruppi di pressione contattavano i parlamentari per cercare di influenzarne il voto. Il fenomeno del «lobbysmo» è sempre stato molto influente anche nelle istituzioni degli Stati Uniti. E oggi si stima che soltanto a Bruxelles, sede della Commissione europea, siano attivi 15mila lobbysti impegnati a difendere gli interessi di settori economici o singole aziende.