«La deriva zapaterista spaventa i lombardi»

«In molti al voto. Un buon segno per il centrodestra, ma soprattutto per la politica. Vuol dire che il destino del Paese e delle nostre città non si decide nei Palazzi del potere, ma tra la gente». Massimo Ponzoni, assessore in Regione e uomo di punta di Forza Italia per la provincia di Monza e Brianza si trincera dietro la scaramanzia. Ma non riesce a nascondere l’ottimismo. «L’Italia è spaventata da questo governo».
Assessore Ponzoni, spaventata da cosa?
«Dalla deriva zapaterista di Prodi e dei suoi ministri».
Tradotto?
«Sono anni che faccio campagne elettorali, ma mai ho visto tanti convinti di votare contro chi sta distruggendo la famiglia, aumenta le tasse e non fa nulla per la sicurezza».
Cominciamo dalla famiglia.
«Un valore fondamentale che stanno minando alle radici. Loro non se ne rendono conto, ma la gente ha paura».
Sicuro?
«Tanti cattolici si sono pentiti di aver votato Prodi. Tanti voti della Margherita e dei moderati andranno per la prima volta a Forza Italia».
Tasse?
«Proprio ieri al nostro gazebo un’anziana diceva che prendevano in giro Berlusconi dicendo che prometteva troppo, ma che quando è arrivata la sinistra al governo, le hanno subito tolto 50 euro dalla pensione».
Parlando di Monza?
«È un caso tipo, la classica città italiana che lavora ed è attaccata ai valori della tradizione. Questi temi saranno fondamentali. Altro che partito di plastica, Fi non è fatta da sindacalisti e funzionari di partito. Qui c’è la gente concreta».
Vuol dire che nessuno penserà a quello che il sindaco del centrosinistra Michele Faglia ha fatto in questi cinque anni?
«Tutt’altro. Un’altra signora mi ha detto, “ma lo sa che Faglia appena arrivato ha aumentato l’Ici e quest’anno che c’erano le elezioni l’ha abbassata”. Ma pensano proprio che gli elettori siano sciocchi? Di poterli prendere in giro?».
Ma Faglia ha fatto bene o male?
«Non ha fatto praticamente nulla. Basta dire che ha approvato il Piano generale del territorio a soli venti giorni dal voto. E nel cuore della notte».
Altro?
«Ha passato la campagna elettorale a dire quello che farà. Ma uno che ha governato una legislatura deve rendere conto agli elettori di quello che ha fatto, non promettere per il futuro. È su quello che va giudicato».
Monza sta per diventare Provincia, un colosso da 800mila abitanti.
«È la prima città nel rapporto tra abitanti, numero di imprese e Pil. E ora che, grazie agli interventi del governo Berlusconi, l’economia sta ripartendo, i monzesi sanno bene chi ringraziare. E a chi affidarsi per un futuro migliore».
Tema sicurezza?
«Regione Lombardia, governata dal centrodestra, ha investito 70milioni di euro in quattro anni. A sinistra per una questione di ideologia non si è mai fatto niente. Solo oggi sembrano accorgersene. Ma non c’è da fidarsi».
Vuol dire che queste elezioni sono anche un test nazionale sul governo Prodi?
«Assolutamente sì. Se vinciamo è un avviso di sfratto. Da Monza, invece, Faglia e il centrosinistra dovranno traslocare immediatamente già da questa sera».
La ricetta per un buon sindaco?
«Fare cose concrete. Mica come il centrosinistra che continua a litigare e intanto paralizza il Paese. Così come Faglia che, in questi cinque anni, è riuscito a bloccare una città vulcanica come Monza. È proprio ora di voltare pagina».