Derivati, Corte conti: "Uso spesso improprio"

La magistratura contabile alle Regioni: progressiva tendenza a rivolgersi a finalità improprie allo
scopo di risolvere problemi legati alle difficoltà di cassa. "Preoccupante allungamento delle scadenze"

Roma - Le politiche adottate dalle Regioni, ma anche da enti locali di minori dimensioni, nella gestione dei debiti con operazioni finanziarie con derivati evidenziano "una progressiva tendenza a rivolgersi a finalità improprie allo scopo di risolvere problemi legati alle difficoltà di cassa, originate anche dallo slittamento dei finanziamenti assegnati a copertura dei fabbisogni". Lo evidenzia la Corte dei conti nella sua Relazione sulla gestione finanziaria delle Regioni a statuto ordinario per gli esercizi 2006 e 2007.

Dall’indagine svolta dai magistrati contabili, "che riassume un percorso istruttorio risalente al 2004", emerge "una sorta di sbilanciamento verso il breve periodo con la chiusura di contratti, anche positivi, per incassarne il valore attuale o negativi per spalmarne l’esito sugli anni a venire". La Corte dei Conti giudica "preoccupante" l’allungamento delle scadenze dei debiti con la rimodulazione delle relative operazioni in derivati, "segnale evidente - spiega - delle difficoltà finanziarie e strutturali sostanzialmente irrisolte e solo rinviate alle gestioni future".