Derivati, la Moratti al contrattacco: «Facciamo causa a quattro banche»

Sono le banche che, secondo la Procura, hanno «dolosamente spogliato» il Comune. J.P. Morgan, Depfa Bank Plc., Ubs Ltd., e Deutsche Bank A.G., i quattro istituti finanziari che avrebbero venduto derivati «spazzatura» a Palazzo Marino, provocando il rischio di dissesto finanziario. Ora, l’amministrazione parte al contrattacco. Ieri, infatti, il sindaco Letizia Moratti ha annunciato di aver avviato un’azione civile in Tribunale «per riconoscerne le responsabilità contrattuali ed extracontrattuali in riferimento alle operazioni in strumenti derivati collegate all’emissione del prestito obbligazionario del giugno 2005 per 1.685.347.000 euro».
Una causa che, spiega ancora il sindaco, «mira a ottenere il risarcimento di tutti i danni patiti e che ancora verranno al Comune per effetto dell’emissione dei predetti contratti derivati». Quanto a eventuali denunce a carico dello staff del suo predecessore (fu l’ex primo cittadino Gabriele Albertini a firmare il primo contratto con le banche d’affari), la Moratti prende tempo. «Al momento non abbiamo elementi per farlo, il percorso avviato con i nostri legali risale a qualche mese fa. Abbiamo avuto un parere che ci ha portato a questa decisione e per ora ci atteniamo al parere dei legali». Ma l’ombra lunga del suo predecessore rimane comunque proiettata sull’intera vicenda.
Non è un caso, infatti, che la procura abbia messo sotto inchiesta anche due funzionari dell’era Albertini. Anche loro accusati di aver «dolosamente spogliato» il bilancio del Comune attraverso contratti di finanza derivata la cui «convenienza e sussistenza economica» è stata «certificata falsamente». Si tratta di Giorgio Porta, ex direttore generale di Palazzo Marino nella giunta guidata dall’allora sindaco Gabriele Albertini, e Mario Mauri, allora componente tecnico della commissione che strutturò l’intera operazione. Così scrive il pm Alfredo Robledo nell’invito a comparire per i due ex manager di Palazzo Marino, indagati per il reato di truffa aggravata assieme a sette funzionari - e tra questi figura anche Gaetano Bassolino, figlio del governatore della Campania - di Deutsche Bank, Ubs, J.P. Morgan e Depfa Bank, le banche d’affari che hanno venduto il prodotto finanziario all’amministrazione milanese, con un profitto di oltre 96 milioni di euro.
Secondo la ricostruzione fatta dalla Procura, le banche avrebbero anche stipulato i contratti a Londra per sfuggire alle leggi italiane ma avrebbero comunque violato la normativa inglese, così «spogliando dolosamente il Comune di Milano». Per l’operazione di ristrutturazione avvenuta mediante «artifici e raggiri» che sarebbero stati messi in atto dal giugno 2005 fino all’ottobre 2007, il Comune avrebbe sborsato, in termini di costi reali, più di 160 milioni.