Deschamps ricarica la Juve «A volte gli schiaffi fanno bene»

Si gioca la partita rinviata per la morte dei due ragazzi a Vinovo Buffon ancora ko, gioca Mirante

da Torino

Era venerdì 15 dicembre, quando Riccardo Neri e Alessio Ferramosca persero la vita all'interno del Centro Sportivo di Vinovo. Quella sera la Juventus avrebbe dovuto affrontare il Cesena: la partita non fu ovviamente disputata e sarà recuperata stasera (ore 20,45). Con una Juve che avrà quindi un motivo in più per non incappare nel terzo passo falso consecutivo, dal momento che anche il 2-2 casalingo pre-natalizio contro l'Arezzo va interpretato come uno stop inatteso e mal digerito. Adesso, arrivato anche il primo ko della stagione in quel di Mantova, urge immediato riscatto per affiancare il Napoli e non farsi assalire da cattivi pensieri: «Io odio la sconfitta ma la devo accettare - ha esordito ieri Deschamps -. I giocatori non mi hanno visto contento, ma avranno capito da soli cosa non ha funzionato sabato. Il bello del calcio è però avere la possibilità di ripartire in fretta. Per il resto, dico solo che è inutile continuare a pensare a che tipo di serie A disputeremo la prossima stagione: l'importante è quello che accadrà da oggi a giugno».
Resta il fatto che le voci di mercato proseguono: «Non dico che siano state la causa della nostra flessione, ma di sicuro hanno inciso al pari dello stress nervoso e di tutti gli infortuni». Preoccupato? «No. Altre volte abbiamo vinto o pareggiato pur giocando come a Mantova. Però prendere uno schiaffo può far bene: ci aiuterà a mettere la testa a posto e poco importa se non concluderemo la stagione imbattuti. L'importante non sarà fare cento punti, ma raggiungere la promozione».
Capitolo formazione: Buffon non ha recuperato in tempo dal colpo della strega patito a Mantova e al suo posto ci sarà Mirante; Palladino e Birindelli sono disponibili, Camoranesi sta benino anche se non ha ancora i novanta minuti nelle gambe. E quindi: Del Piero e Zalayeta coppia d'attacco, difesa a quattro con Kovac e Zebina centrali. Da non escludere nemmeno l'ipotesi De Ceglie dall'inizio a sinistra, con Palladino o Camoranesi a destra. «Può anche darsi che io abbia sbagliato qualcosa a Mantova - ha ammesso Deschamps - ma credo che tutti i giudizi siano influenzati dal risultato del campo. Piccolo a centrocampo è stata una scelta quasi obbligata: si tratta comunque di un ragazzo giovane con piedi discreti, anche se il suo ruolo naturale è quello di difensore centrale. Non mi diverto a fare esperimenti e, se posso, utilizzo i giocatori nel loro ruolo naturale: l'emergenza però va affrontata con soluzioni anche estemporanee». E Deschamps non vede l'ora di tornare ad avere una squadra e non un sanatorio.