Dal deserto della Patagonia al Sahara: i tour della rossa in giro per il mondo

Insieme al lusso e alle corse, il Cavallino rampante ha nel Dna anche l’avventura. Chi sceglie una Ferrari, infatti, non acquista un oggetto da sfoggiare solo in determinate occasioni, ma una vera automobile, in grado di affrontare agevolmente il traffico cittadino, un lungo viaggio in autostrada ma anche la più insidiosa delle piste, come è avvenuto nel recente tour cinese. La Ferrari non è nuova a raid come quello da poco concluso, proprio per dimostrare la versatilità dei suoi bolidi. Nel 1995, per esempio, una F512 M ha attraversato il deserto del Sahara, mentre due anni dopo a fare il giro del mondo è stata una F355. A guidarla 147 giornalisti appartenenti ai vari Paesi attraversati che, a ogni passaggio delle consegne, hanno lasciato la loro firma sulla carrozzeria della vettura. Era l’anno del cinquantenario della Ferrari e il World Tour voleva comunicare non solo la vitalità dell’azienda, ma soprattutto l’affidabilità di un modello strategico, per lo sviluppo della marca, quale è stata la F355. L’impresa ha segnato uno straordinario successo con la vettura giunta al traguardo di New York, da dove era partita il 18 marzo, dopo 75 giorni di guida su strada.
E veniamo al 1999, anno in cui la 550 Maranello ha compiuto 5.364 chilometri da Buenos Aires a Capo Horn (il cosiddetto giro della Patagonia) e al 2004, con la spedizione Russian and Northern European Tour, partita da Modena con una 575M Maranello, una F360 Modena, una Maserati Quattroporte e una Maserati Spyder Cambiocorsa. Attraversate Germania, Danimarca, Svezia, Finlandia, Russia fino a San Pietroburgo e Mosca, la carovana ha quindi imboccato il cammino di ritorno toccando Repubbliche baltiche, Polonia, Repubblica ceca, Austria, con ritorno a Modena, per complessivi 10mila chilometri.
Il 2005, infine, è stato l’anno della Cina, impresa che John Elkann, vicepresidente della Fiat, presente al gran finale della scorsa settimana a Shangai, ha definito «degno preludio all’anno della cultura italiana in Cina che si celebrerà nel 2006». Per celebrare la Ferrari, è stato illuminata di rosso la Pearl Oriental Tower, futuristico edificio della televisione della metropoli. «L’omaggio tributato alla Ferrari da Shangai, quello recente di New York, con l’Empire state building sempre illuminato di rosso, è l’ulteriore conferma della passione che la Ferrari sa suscitare in tutto il mondo», ha commentato il presidente della Ferrari e della Fiat, Luca di Montezemolo. Con il «15.000 Red Miles Tour», la casa di Maranello ha voluto anche consolidare la sua presenza in Cina, dove oggi esistono 12 punti di vendita in 10 città. Per il 2005, il Cavallino punta a vendere nel Paese 90 vetture, che porterebbero a un totale di 250 le Ferrari in circolazione sotto la Grande muraglia.