Desideri, da Storace alla Dc: «Piccolo partito, grandi valori»

«Per me è un ritorno alle origini, quelle delle radici cristiane»

Rita Smordoni

È stato ufficializzato ieri il passaggio alla Democrazia cristiana per le autonomie del consigliere regionale Fabio Desideri, già capogruppo alla Pisana della Lista Storace. Quarantaquattro anni, architetto, un lungo passato nelle fila della vecchia Democrazia cristiana, Desideri è stato presentato alla stampa, all’hotel Nazionale, dal segretario nazionale del partito Gianfranco Rotondi e dal vicesegretario Mauro Cutrufo, leader a Roma della Dc. Con Desideri la Dc torna dopo molti anni a costituire alla Pisana il gruppo regionale. «La nostra scommessa culturale è di riproporre un partito che corrisponda ad una precisa identità sociale cristiana - ha affermato Rotondi - Desideri corrisponde a questa esigenza». «Per il nostro partito l’acquisto di esponenti politici come Desideri è un passo avanti molto importante - ha aggiunto Cutrufo - per unire la presenza sul territorio all’azione politica in Parlamento». Desideri ha iniziato il suo cammino politico a 18 anni, come segretario del Movimento giovanile della Dc. Dopo essere stato consigliere comunale e sindaco del comune di Marino, è diventato in tempi recenti presidente dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza e criminalità. Nel 2005, infine, consigliere regionale. A lui rivolgiamo qualche domanda.
Desideri, che cosa rappresenta per lei il passaggio dalla Lista Storace, in cui è stato eletto nel 2005 alla Regione Lazio, alla Dc di Rotondi?
«La Dc è oggi un piccolo partito, ma dai grandi valori e dalle grandi tradizioni. Un partito che, fondandosi sulle dottrine sociali della Chiesa, porta un valore aggiunto e rappresenta un sicuro punto di riferimento per la gente. Io sono soddisfatto del percorso fatto alla Pisana con la Lista Storace, credo che Francesco Storace sia stato il miglior presidente della Regione Lazio in assoluto. Ora però Storace è senatore della Repubblica, ha altre incombenze e altre battaglie davanti a sé. Io continuerò invece una forte battaglia di opposizione all’interno della Dc, il partito dentro cui sono nato».
È vero che Storace più volte ha cercato di portarla dentro Alleanza nazionale?
«Sì, è vero. Ma la Dc è il partito che ha contribuito a formare tutta la mia esperienza politica. Non potevo fare una scelta diversa. I valori cristiani sono presenti in tutti i partiti della Casa delle libertà, ma è indubbio che la storia della Dc si fondi sull’applicazione nelle istituzioni pubbliche delle dottrine sociali della Chiesa. Di questi valori cristiani siamo stati per anni i principali fautori, continueremo ad essere il partito che più di tutti si fa carico di rappresentarli nelle istituzioni».
A proposito di istituzioni, ritiene che le sue iniziative, a differenza di quanto avveniva nella Lista Storace, potranno ora avere un seguito anche alla Camera e al Senato?
«Indubbiamente sì. Le interrogazioni e le interpellanze alla Regione, ad esempio quelle sulla pillola abortiva e sulla Carta senior per gli anziani, saranno tutte trasmesse ai gruppi parlamentari affinché anche loro decidano le iniziative più opportune».
Che eredità lascia in mano ai suoi ex compagni consiglieri della Lista Storace alla Pisana, Saponaro e Rinaldi?
«Sapranno sicuramente portare avanti una battaglia di opposizione, con le necessarie varianti. Io sono vicino a loro dal punto di vista culturale, ma in questo momento la mia esperienza politica ha bisogno di arricchirsi dei valori in cui sono cresciuto».