Il design dell'abitare il mostra al Pac di Milano

l Padiglione d’Arte Contemporanea di via Palestro 14, fino al 7 giugno la mostra dedicata ad Aldo Ballo e Mariarosa Toscani Ballo diedero vita a partire dagli anni
Cinquanta a Milano a una Bottega che fu il
punto di riferimento di importanti design dell’epoca

Milano - Attraverso le immagini degli oggetti e dei protagonisti della storia del design italiano, il Pac, Padiglione d’Arte Contemporanea di via Palestro 14, ha dato vita fino al 7 giugno, a un affascinante percorso lavorativo realizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dal Comitato Organizzatore «ballo+ballo», l’evento storico, forse insieme a quello di Franco Albini più significativo sulla storia del design, del mobile, dell’abitare. Aldo Ballo e Mariarosa Toscani Ballo diedero vita a partire dagli anni Cinquanta a Milano allo Studio Fotografico Ballo, una Bottega che fu il punto di riferimento di importanti design dell’epoca che nel tempo andavano aumentando, erano anni vivaci in cui il design mondiale cresceva e con lui anche quello italiano. Grazie ad un’attività incessante di Aldo Ballo, morto nel 1994, proseguita a tutt’oggi da tutto lo staff dello studio. Castiglioni, Rossi, Albini, Sottsass, Vigo, Boeri, Aulenti, Bellini, Zanuso, Starck e molti altri ancora, hanno scelto lo Studio Ballo per la professionalità, per l’intelligenza, l’eleganza, l’ironia, la creatività, proprio come appare in molte delle loro fotografie entrate nell’immaginario collettivo e oggi pubblicate come immagini di riferimento. «La fotografia poteva, doveva essere liscia, gradevole, splendente, perfetta, assolutamente perfetta, doveva rappresentare la "realtà" come se la realtà fosse la verità, anzi fosse una verità comunque gradevole, in quegli anni il primo a capire, a imposessarsi di questo tipo di cultura della fotografia, è stato senza dubbio Aldo Ballo», ha scritto e ripetuto Ettore Sottsass. C’è da tenere conto che la rassegna non è una semplici mostra fotografica, in quanto si propone al pubblico come il lavoro di un gruppo, di un laboratorio di idee, di una fucina di immagini in tutta la sua complessità; lo studio è stato ricostruito anche nella sua atmosfera, ossia come la rievocazione di un luogo di lavoro e dall’altra parte come l’esposizione vera e propria di un persorso professionale straordinario, fruibile. Un luogo professionale straordinario che questa esposizione ripropone in modo chiaro al pubblico. Percorrendo le sale progettate da Ignazio Gardella è più semplice capire le dinamiche di un luogo nel quale non si faceva solo fotografia in quanto lo spazio si presenta come una sorta di laboratorio con grandi vetrate e coperture a vetrate. «La fotografia deve essere anche industraile, loggetto va rinterpretato. Bisogna restituirgli l’anima», diceva Ballo. Dallo «stile-life ai ritratti, la rassegna si presenta seppur in maniera parziale come la ricostruzione di uno studio fotografico d’avanguardia. Un allestimento ricco ci fornisce oltre alle immagini anche strumenti di lavoro, modellini dello studio, testimonianze filmate, i progetti dedicati a pubblicazioni e periodici, una selezione degli oggetti dei protagonisti delle immagini «ballo+ballo», oltre alle mille declinazioni di un percorso lavorativo molteplice e affascinante. Si potrà ascoltare anche la famosa lezione tenuta al Politecnico nel 1994. Enrico Baleri e Luigi Baroli anno studiato un allestimento con 90 video di testimonianze, Toscani, Sapper...Al piano superiore progetti editoriali, grafici, oltre alle copertine di Casabella, Domus, Abitare, Casa Vogue, Ottagono, Arianna, altro segno di vita dello Stdio Ballo, con sulle copertine la poltrona Luisa di Franco Albini, la caffettiera di Aldo Rossi, la Lettera 24 di Nizzoli. Ingresso gratuito, aperto anche la domenica e chiuso il lunedì mattina.