Desio, ecco il decalogo per la giunta

Franco Sala

Confermato l’assetto politico del centrodestra, A Desio cambiano diverse impostazioni programmatiche. Giampiero Mariani, il sindaco ha presentato al consiglio comunale il «decalogo» che imprime una svolta rispetto alla visione strategica di Salvatore Pugliese, il suo predecessore. L’opposizione, attacca e polemizza, in ogni caso il primo cittadino e la sua giunta vanno avanti cercando collaborazione, ma allo stesso tempo «evitando polemiche e ostruzionismi, che costituiscono i maggiori pericoli per la crescita della città». Grande impegno sarà dedicato alla sicurezza, dopo la realizzazione della Compagnia Carabinieri, indicata come il comando intermedio più funzionale d’Italia, ora si pone il problema di trovare una sistemazione per la veccia caserma di Via Partigiani d’Italia, attualmente proprietà della Provincia. L’intenzione dell’Amministrazione è quella di acquistarla, si parla d’impegno di circa 980 mila euro, per trasferirvi il comando della Polizia Locale, il gruppo della Protezione Civile e quello dei carabinieri in congedo. Seppure, non sembra allettare più di tanto, aspiranti imprenditori resta l’intenzione di trasformare il vecchio carcere in un ristorante alla moda, magari con i camerieri in uniforme da secondino e i clienti con la tuta a strisce. In ogni modo per avviare il bando prima sarà necessario sgombrare le celle della gattabuia, momentaneamente trasformate in magazzino comunale. Anche sul Paladesio, una volta tempio del Basket desiano, Mariani, ha deciso una svolta a 360 gradi: basta alienazione magari ai musulmani per realizzarvi una grande moschea, come si era prospettato, ma ristrutturazione e migliore utilizzo dell’impianto sportivo. Memorabili, ai tempi della ipotizzata vendita di Tiziano Garbo, attuale capogruppo dell’Udc: « Noi quindici anni fa abbiamo fatto di tutto col Coni per avere i finanziamenti necessari a edificare il Palasport, ora fanno di tutto per venderlo. Siamo di fronte ad una scelta scriteriata». Accontentato. In decisa controtendenza con Pugliese, il quale aveva deciso di «tagliare» i ponti con il Consorzio Area Alto Milanese e con Sviluppo Brianza,

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