Desio, il sindaco ai nomadi: 5 giorni per lasciare i campi

I macedoni: non andiamo via, i nostri figli studiano qua, se ci cacciano metteremo le roulotte davanti al Comune

Franco Sala

I nomadi devono lasciare Desio. Giampiero Mariani, il sindaco, giovedì mattina ha firmato le ordinanze di sgombero che non lasciano spazio a compromessi: o i cinquanta destinatari dei provvedimenti se ne vanno spontaneamente dalla città entro cinque giorni, oppure interverrà la forza pubblica. La decisione, dopo i recenti episodi di cronaca che hanno visto coinvolti i nomadi, era nell’aria, ma il primo cittadino ha atteso di conoscere il parere della sua maggioranza di centrodestra, quindi ha preso la decisione.
In municipio la tensione era alle stelle, i macedoni, da anni presenti nella città natale di Pio XI, sono decisissimi ad infischiarsene dell’ordinanza. «Non sappiamo dove andare, abbiamo la residenza a Desio, l’autorizzazione per svolgere l’attività di commercio ambulante rilasciata dal Comune - urla uno di loro che ha tutta l’aria d’essere il capo - e i nostri figli frequentano le scuole qua». Lo sgombero riguarda due campi, uno in via Molinara e l’altro al quartiere San Giuseppe: in tutto interessa una cinquantina di persone. «Ci siamo sempre comportati rispettando la legge - grida sempre lo stesso macedone - e piuttosto che lasciare Desio ci dirigeremo con le nostre roulotte in piazza Conciliazione, o meglio ancora sul piazzale davanti al Comune. Poi succeda quel che deve succedere».
I nomadi appaiono determinatissimi, vogliono starsene dove sono e pare ormai scontato che, allo scadere dell’ultimatum, agenti della polizia locale e carabinieri avranno il loro gran da fare per far rispettare la misura preventiva sottoscritta da Giampiero Mariani. «Quando sarà il momento - spiega Giuseppe Zuccalà, comandante della polizia locale - faremo il nostro dovere, che è quello di far rispettare la decisione presa dal sindaco e dalla giunta». A condizione che i nomadi dei due campi non decidano di fare prima qualche iniziativa di protesta, per martedì è facilmente ipotizzabile un’azione di forza da parte dei tutori dell’ordine. «Ho sentito le loro lamentele – chiarisce Giampiero Mariani –, in ogni caso siamo di fronte a delle piccole comunità di nomadi e proprio perché sono nomadi, non possono pretendere di stabilirsi permanentemente sul territorio di Desio. Se sono rimasti per anni, non è una buona ragione, anzi semmai siamo di fronte al contrario. Proprio perché sono rimasti fermi da parecchio tempo adesso devono andarsene senza porre obiezioni». Soddisfatti della decisione del sindaco si sono dichiarati in particolare gli esponenti della Lega, mentre, com’era prevedibile, sono giunte puntuali le critiche dal centrosinistra.