Desolanti rovine di un drammaturgo «misantropo»

Laura Novelli

Sin dalle sue prime prove l’Accademia degli Artefatti, capitanata da Fabrizio Arcuri, ha saputo imporsi per la serietà di una ricerca teatrale di fattura originale, dove alla plasticità della visione si coniugano una maniacale cura per il linguaggio e una decisa volontà di uscire dalle convenzioni più rassicuranti. Ecco dunque che la giornata di incontri e spettacoli prevista oggi a India nell’ambito della rassegna «Short Theatre. Radicali trasformazioni in atto» (curata dallo stesso Arcuri) contiene particolari ragioni di fascino, legate proprio alla riproposta capitolina di un lavoro degli Artefatti divenuto un vero cult delle recenti stagioni. Stiamo parlando di Tre pezzi facili di Martin Crimp, prima tappa di una trilogia dedicata al drammaturgo inglese che ha visto concretizzarsi in Attentati alla vita di lei il suo secondo approdo e che si concluderà con la messa a punto di un Misantropo curiosamente riscritto a partire sia da Crimp sia da Molière. «Ballate sul collasso del mondo» suona l’emblematico sottotitolo di questi tre quadri «facili» che gli Artefatti propongono al pubblico della sala A alle 21 (in replica anche domani): tre spaccati di follia contemporanea dove il cinismo di Crimp mette a soqquadro il nostro vacillante sistema di valori, e ideali borghesi, costringendoci ad aprire gli occhi per vedere oltre, a ridere controvoglia, a sentirci chiamati in ballo senza alcuna possibilità di fuga. Persino le parole sembrano svuotarsi del loro senso immediato per rimandare a un orizzonte metropolitano in stato di desolante rovina. La ripresa di questo allestimento, già passato per le scene capitoline in diverse occasioni, si arricchisce poi di un valore aggiunto assai significativo: lo stesso Crimp - autore tra i più dirompenti della scena britannica, affermatosi sul principio degli anni Novanta - sarà a India nello spazio degli incontri per parlare del suo teatro insieme con Arcuri, Paolo Ruffini, Luca Scarlini e Rodolfo di Giammarco (appuntamento alle 18, in concomitanza con la presentazione del volume Oggetti da interpretare). Completano il programma dei titoli previsti oggi: Dux in scatola di Daniele Timpano (altro spettacolo meritorio di attenzione soprattutto per le sue declinazioni surreali e grottesche) e Pool della compagnia di teatro-danza Kinkaleri (il primo alle 20 in Sala A, il secondo alle 23 in Sala B). Domani sarà la volta di un regista/autore irriverente e demistificatorio come Rodrigo Garcìa, atteso alle 18 per una conversazione coordinata da Gianfranco Capitta che fa da preludio alla performance Està Bien del duo Rustioni/Costanzo (in replica sabato). Info: 06/684000345.