Il destino di Annamaria nelle mani di 8 giudici

Il destino di Annamaria Franzoni adesso è nelle mani di otto giudici: due togati e sei popolari. Saranno loro a valutare gli elementi raccolti in un processo all’andamento anomalo: in primo grado, la Franzoni aveva scelto il rito abbreviato, dunque basato di fatto sulle prove raccolte dall’accusa, ed era stata giudicata dal gip Eugenio Gramola. E condannata a 30 anni. In questo modo aveva schivato l’ergastolo. In appello, la decisione di accettare il giudizio della giuria popolare e la navigazione nel mare di un dibattimento a porte aperte: di fatto il secondo grado di solito assai breve, si è allungato come un elastico, fra perizie, interrogatori, ricognizioni sul luogo del delitto. Nelle ultime settimane, a movimentare ulteriormente la scena il cambio di difensore: via Carlo Taormina, avanti Paola Savio, inzialmente catapultata in aula come difensore d’ufficio.