Il destino di Sacco & Vanzetti: condannati a morte innocenti

Da ottant’anni i loro nomi risuonano nelle piazze, nei libri, nei film, nella musica. Da oggi riecheggeranno anche tra le mura del teatro Verdi. La triste storia di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, i due anarchici italiani ingiustamente giustiziati nel 1927 negli Stati Uniti, verrà riproposta dalla compagnia teatrale Cerchio di Gesso nello spettacolo Sacco & Vanzetti, loro malgrado di Michele Santeramo per la regia di Simona Gonella.
Sacco e Vanzetti, all’epoca ventenni, arrivarono entrambi negli Stati Uniti nel 1908. Per loro quella era la terra promessa, inconsapevoli del fatto che presto sarebbe diventata un luogo di ingiustizie e pregiudizi. Sacco, che in Italia era stato calzolaio di professione, trovò lavoro in una fabbrica di calzature, Vanzetti, dopo essersi cimentato in numerosi lavori, si mise in proprio e diventò pescivendolo. I loro destini si incrociarono nel 1916 quando entrambi entrarono a far parte del gruppo anarchico italoamericano. Da quel momento in poi non sarebbero più stati Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, ma più semplicemente «Nick» e «Bart»: due martiri, due vittime di una politica del terrore perpetrata dagli Stati Uniti nel primo dopoguerra. Nel maggio del 1920 i due vennero arrestati, e successivamente condannati a morte, con l’accusa di aver compiuto una rapina in un sobborgo di Boston dove erano rimasti uccisi due uomini. A nulla valse la confessione del portoricano Celestino Medeiros di aver compiuto la rapina e gli omicidi di cui venivano accusati i due italiani, che furono giustiziati nel 1927, sette anni dopo l’emissione della condanna.
Lo spettacolo si articola in tre fasi: il processo, l’attesa e l’esecuzione. Sul palco, al fianco dei due protagonisti - interpretati da Michele Sinisi e Ippolito Chiarello - si alternano due rappresentanti dell’opinione pubblica colpevolista: Lui (Christian Di Domenico) e Lei (Angela Iurilli). Qui, il dramma dei due anarchici, rimasti appesi per sette lunghi anni a un filo di speranza, viene riletto in una sorta di attenta riflessione sulla pena di morte.
Sacco & Vanzetti
fino all’11 febbraio
al teatro Verdi via Pastrengo 16