Destra e sinistra in coro: «Si rispettino i patti» Ma è giallo sul contenuto

Due i punti contestati: il «tetto massimo» delle 2500 auto in più e l’obbligo di utilizzare alla guida per i turni aggiuntivi i cosiddetti «sostituti»

Daniele Petraroli

Ed è subito polemica politica sulla questione-taxi. Esattamente come a luglio, quando durante il braccio di ferro tra sindacati e governo si innescò un feroce dibattito tra maggioranza e opposizione. Centrodestra con i rappresentanti della categoria delle «auto bianche», centrosinistra compatto con il Campidoglio. La cosa curiosa è che tutti richiamano al «rispetto dei patti», all’accordo raggiunto il mese scorso. Ma è proprio il senso di quell’accordo a essere oggi in discussione.
«L’assessore Calamante, come i suoi predecessori, continua a pensare di poter risolvere il problema taxi con la tattica delle furbate - è stato l’affondo del capogruppo di An in Campidoglio Marco Marsilio - sono anni che il Comune stipula accordi con la categoria dei tassisti al termine di lunghe e difficili vertenze e poi di questi accordi applica solo le misure che gli interessano e non le contropartite promesse». Con le auto bianche anche il commissario della federazione romana di An Gianni Alemanno: «Invitiamo il Comune a rispettare il senso dell’accordo sottoscritto a luglio. Un accordo figlio della mediazione che noi abbiamo imposto al ministro Bersani».
Dello stesso tenore le dichiarazioni di Massimiliano Valeriani, consigliere comunale dell’Ulivo, del capogruppo Pino Battaglia («i patti si rispettano») e di Esterino Montino, segretario romano Ds («le regole vanno rispettate, la destra alimenta una protesta immotivata»). Quello che a sinistra non spiegano, però, è quale sia questo accordo. Fumosi i comunicati del Comune a riguardo. Se effettivamente ci fosse nelle intese verbali di luglio l’intenzione di aumentare i taxi «fino a 2.500 ogni giorno» (come sostengono i tassisti), il Campidoglio non lo dice.
Dietro le auto bianche, intanto, si compatta l’intera Casa delle libertà. «Se chi firma un accordo lo vede modificato ha tutto il diritto protestare», ha dichiarato il senatore di An Francesco Storace. A destra, poi, si auspica un incontro chiarificatore tra le parti. «La sinistra invece di tentare una nuova criminalizzazione della categoria - ha spiegato il congliere comunale Luca Malcotti (An) - farebbe bene a porre rimedio convocando subito un incontro per chiarire le rispettive posizioni». «Serve una mediazione in tempi brevi - le parole del deputato di Forza Italia Francesco Giro - mettendo al primo posto i diritti dei cittadini che non possono collidere con quelli dei tanti lavoratori impegnati nel settore». Per Fabio Schiuma (An) «il presidente del 3570 Bittarelli dimostra ancora una volontà di dialogo per il miglioramento del servizio e dà una lezione a una certa politica».
Fuori dal coro, invece, il segretario dei radicali Daniele Capezzone: «Non è stata una buona idea quella di mediare, dando l’impressione di cedere alle prepotenze corporative».
La firma sull’accordo tra Comune e sindacati, intanto, appare sempre più lontana. Roma comincia a temere una nuova invasione delle auto bianche.