Destra e sinistra d’accordo: «Una vittoria per la Liguria»

Una vittoria per Genova e per Liguria. La nomina dell’arcivescovo Angelo Bagnasco a capo della Cei mette tutti d’accordo. «È una circostanza importante per la Chiesa genovese, un momento di orgoglio e di prestigio per la città, i cui pastori, prima il cardinale Bertone, ora l'arcivescovo Bagnasco, sono stati chiamati a rivestire ruoli rilevanti per il Vaticano» spiega il sindaco, Giuseppe Pericu. «È il riconoscimento prestigioso delle sue doti umane e pastorali e delle sue indubbie qualità personali» aggiunge il presidente della Provincia, Alessandro Repetto. Per il presidente della Regione, Claudio Burlando, «è motivo di grande orgoglio, oltre che per la Chiesa, anche per la città e la regione, che il presidente della Cei sia genovese e arcivescovo del capoluogo». «La sua saggezza - aggiunge Giacomo Ronzitti, presidente del consiglio regionale - sarà utile in una fase in cui fede e laicità devono fondarsi sempre più sul reciproco rispetto».
Non si contano le dichiarazioni di stima arrivate anche da Silvio Berlusconi, Romano Prodi e dal presidente della Repubblica. La Liguria canta vittoria: «Saprà difendere i valori morali e civili - commenta Claudio Scajola di Forza Italia-. Provo grande gioia, come cristiano e come italiano». «Condivido le preoccupazioni dell’arcivescovo per il futuro della nostra società - aggiunge Roberto Cassinelli, coordinatore metropolitano del partito-. Auguro che grazie al suo alto incarico possa aiutare tutti quanti noi ad affrontare le sfide per raggiungere il bene comune». «Genova e la Liguria mantengono il loro vescovo e l’Italia acquista una guida forte e illuminata» scrive Roberto Bagnasco, capogruppo di Forza Italia in Provincia. «Speriamo che la nomina abbia riflessi positivi anche su Genova, che aiuti al risveglio nello spirito dei valori cristiani» conclude Roberto Calcagno (Udc). Il capogruppo regionale di An, Gianni Plinio, si dice sicuro che «per il suo rigore dottrinale e la sua grande umanità sarà un degno successore di Ruini». «Così si porta Genova, e la Liguria, all’attenzione del mondo» aggiunge l’ex presidente della Regione, Sandro Biasotti.
Non c’è solo la politica. «Il suo ruolo potrà favorire un'attenzione particolare per la nostra regione, dandole più visibilità» è il pensiero del vescovo di Savona, Domenico Calcagno. E sulle voci che lo danno in partenza per Roma aggiunge: «Non c'è nessun legame con la nomina di monsignor Bagnasco, e poi non ne so nulla. Sarebbe imbarazzante lasciare Savona in questo momento in cui ci sono tante cose da fare e il rapporto con i sacerdoti e con la gente è bellissimo». «Sono fiero di essere cattolico e genovese - racconta Pierluigi Vinai, presidente del Comitato di gestione del volontariato per la Liguria-. La chiesa di Genova, potremmo dire parafrasando le ultime lettere pastorali, sta davvero prendendo il largo». «Mi auguro che questa importante responsabilità possa permettergli di dare ulteriore slancio al suo impegno pastorale qui» conclude il commissario straordinario dell'Istituto Gaslini, Vincenzo Lorenzelli.