Destra e sinistra fanno pace: Nassirya diventa giorno della memoria

Su alcuni temi i nostri politici sono ancora in grado di esprimersi a una voce, superando divisioni e schieramenti; una di quelle poche occasioni è avvenuta ieri, in Senato, al momento del voto del disegno di legge che istituisce la nuova solennità civile, la «Giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace». Palazzo Madama ha votato all’unanimità l’approvazione della legge, con 250 voti favorevoli. Così l’Italia da ieri ha una nuova solennità civile, che si celebrerà ogni 12 di novembre, in occasione dell’anniversario dell’attentato di Nassirya, che nel 2003 costò la vita a 28 persone, tra le quali 19 italiani (diciassette militari e due civili).
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso il «personale e deferente omaggio alla memoria di tutti coloro che, con esemplare spirito di abnegazione, hanno perso la vita assolvendo il proprio compito nelle missioni internazionali per la sicurezza e la stabilizzazione delle aree di crisi». E una lapide in memoria dei caduti di Nassirya è stata scoperta ieri mattina dal ministro della Difesa Ignazio La Russa al Sacrario delle bandiere al Vittoriano, alla presenza del capo di Stato maggiore della Difesa Vincenzo Camporini e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. La lapide ricorda «i migliori di tutti noi», ha detto il ministro.
Il sacrificio di chi a Nassirya perse la vita «nell’adempimento di un servizio reso alla pace» è stato ricordato anche dal presidente del Senato Renato Schifani. La seconda carica dello Stato ha detto che esso «contribuirà alla costruzione di un avvenire migliore per quelle popolazioni che tanto hanno pagato alla mancanza di democrazia». Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha ricordato «tutti quegli italiani che, con coraggio, con passione e senso di umanità, hanno messo al servizio dell’intera comunità la propria capacità professionale fino a giungere all’estremo sacrificio».