Destra e sinistra unite per salvare Maria

(...) si chiede al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un intervento urgente finalizzato a garantire effettive e concrete condizioni di vita serena alla minore».
«Finalmente i diritti dei bambini vengono prima di tutto - dice Gianni Plinio commentando l’unanimità del documento firmato in Regione -. È indispensabile un intervento urgente del capo dello Stato perché non si può permettere che questa bambina venga riportata contro la sua volontà in Bielorussia. Bisogna trovare una soluzione affinché la bambina venga curata in Italia dove lei stessa ha detto di voler restare».
Intanto la mobilitazione per salvare Maria cresce ogni giorno di più. Non si contano le telefonate che da tutta Italia arrivano a casa dei coniugi Bornacin Giusto da parte di mamme e papà preoccupati per la salvezza di Maria. «Non ci sentiamo soli - dice Chiara - sentiamo che tanta gente è con noi».
Intanto una mozione presentata dal consigliere di Forza Italia Matteo Rosso impegna il presidente e la giunta («che dedicano particolare attenzione alla politica estera, come si evince dai numerosi viaggi» dice Rosso) ad attivarsi per fare restare in Italia la bambina o - se così non sarà - a non incentivare rapporti diplomatici con la Bielorussia, e a cessarli semmai del tutto. Inoltre, oggi in consiglio provinciale, ci saranno due dichiarazioni da parte del presidente del consiglio e da parte del capogruppo di Allenza Nazionale, Agostino Bozzo. In tutta Italia poi l’Aibi, associazione amici dei bambini, sta diffondendo Sms per invitare tutti gli italiani alla raccolta di firme per sostenere la famiglia di Cogoleto nella sua lotta umanitaria. Una lotta contro il tempo visto che le autorità della Bielorussia hanno intimato alla magistratura italiana di trovare al più presto la bambina. «Siamo certi che è questione di ore - hanno dichiarato ieri mattina gli avvocati insieme con il loro assistito, l’ambasciatore della Bielorussia, Alexey Skripko -. Il procuratore generale ci ha promesso che moltiplicherà tutte le forze in campo per rintracciare la minore. E ci sembrerebbe davvero strano che nell’arco di pochissimo la minore non venisse rintracciata».
Il braccio di ferro è solo all’inizio. Se da una parte gli avvocati italiani dell’ambasciata di Bielorussia sostengono che i progetti di collaborazione internazionale per ospitare i bambini di Chernobyl sono fiori all’occhiello per l’Italia, dall’altra sembra quantomeno doveroso ricordare che il calcolo della cooperazione umanitaria è stato fatto qualche tempo da padre Wielsaw Stepien, direttore della Caritas nazionale della Chiesa cattolica latina dell’Ucraina, che ha raccontato come il movimento dell’accoglienza «fatturi» ogni anno 40 milioni di euro di spese affrontate dalle famiglie affidatarie.
Intanto stasera si riunisce il consiglio comunale di Cogoleto e domani sera, invece si terrà una fiaccolata con uno striscione che porta il grido di disperazione della bambina: «non rimandatemi laggiù o mi ucciderò».