La Destra fa shopping a metà in An: Bernabò Brea sì, Saso no

Finirà con Enrico Musso, nel gruppo Misto del consiglio comunale, proprio lui che sulla scelta del professore a candidato sindaco aveva manifestato più che una perplessità e l'ennesimo segnale di malessere rispetto alle scelte dei vertici del suo ex partito. Ma questo pare l'ultimo dei problemi per Gianni Bernabò Brea, storico esponente di An, capogruppo del partito di Fini a Tursi quando il sindaco era Giuseppe Pericu, da ieri nel gruppo de La Destra, il nuovo partito di Francesco Storace.
«Una scelta su cui meditavo da tempo, molto sofferta ma inevitabile» spiega. Parla di «troppi tradimenti ai nobili valori di sempre», «sconcerto per il cambiamento di rotta di Fini», ma anche «stupore per decisioni che il partito ha preso su questioni locali». Tra queste, per esempio, il «sì» di An ad accogliere i rifiuti i campani e ancor di più il «sì alla moschea quando perfino il sindaco era pronto a fare un passo indietro», per non dire di uno degli elementi scatenanti, «minori ma per me importante - ricorda Bernabò - come il fatto che Fini durante la sua ultima visita a Genova si sia fermato a parlare con tutti gli immigrati incontrati per strada e solo con due commercianti». Poi però chiarisce: «An non sarà un mio avversario politico». E il fatto di avere Musso come capogruppo non è un problema, tanto che Bernabò sembra pronto a traslocare, lasciando l'attuale poltrona, quella occupata da anni, la più a destra del consiglio (ma vicina agli alleati di An) per finire addirittura alla sinistra di Musso. «Enrico è un mio alleato - dice Bernabò - e non il capo del mio gruppo politico». Tra l'altro, nel gruppo Misto si attende anche Umberto Lo Grasso (Ulivo), vicino ai liberaldemocratici di Dini, quanto mai contrariato ad aderire al Partito Democratico. E c'è anche chi ipotizza che se Lo Grasso migrasse, non sarebbe solo, al punto che il nuovo «capo» dei consiglieri senza partito, diventi un ex esponente del centrosinistra.
Intanto gli iscritti a la Destra in Liguria sono già più di 2 mila, 600 solo nella provincia di Genova e non sono solo «transfughi». «Il nostro partito è pronto a essere una forza popolare e di governo che non ha nulla a che fare con altri piccoli partiti come Forza Nuova» chiarisce Massimo Spinaci, portavoce provinciale de La Destra. «Non stiamo facendo una campagna acquisti, tanto che qualche mese fa abbiamo rigettato la richiesta di adesione di un consigliere regionale di An» puntualizza Massimiliano Mammi, portavoce ligure del partito, nell'indicare un «no» a un consigliere che assomiglia all'identikit di Alessio Saso.