«La destra non cambia proprio mai: è da irresponsabili soffiare sul fuoco»

«Trovo molto simpatico Gianfranco Fini: quando il problema della sicurezza è a Milano le colpe sono del governo Prodi, quando è a Roma sono del sindaco Veltroni. Questa è la conferma che a Fini della sicurezza dei cittadini non interessa nulla e che invece è solo preoccupato di far propaganda». A parlare così, commentando le dichiarazioni del leader di An Gianfranco Fini, è il segretario dei Ds del Lazio Nicola Zingaretti. «La destra non cambia mai - dice invece il capogruppo dell’Ulivo in Campidoglio, Pino Battaglia -. Continua a soffiare sul fuoco speculando sulla paura». «È il solito atteggiamento irresponsabile - aggiunge Battaglia - che scarica tutti i costi dell’allarmismo sui cittadini. I conti, come dimostra Milano, li pagano quando governano. I cittadini ormai si sono accorti del loro fallimento. Ad An non importa nulla della sicurezza di Roma. Quella di Fini e Alemanno è solo facile propaganda». Duro anche il segretario romano dei Ds Mario Ciarla: «Da An non abbiamo sentito una sola proposta concreta per affrontare il problema sicurezza. Non hanno idee, solo frasi fatte. Ripresentare come la panacea di ogni male le leggi fallimentari del governo Berlusconi è il segno di un declino culturale. Se pensano di risolvere i problemi dell’immigrazione con la Bossi-Fini, che ha reso ingovernabile il flusso dei clandestini in Italia, sono davvero alla frutta». «Fini ed Alemanno - rincara la dose il sottosegretario all’Economia Paolo Cento (Verdi) - cercano di nascondere la crisi della destra a Roma inventando a tavolino un’emergenza sicurezza nella capitale del tutto strumentale. Anziché preoccuparsi per quello che accade a Milano, i leader della destra vengono nella capitale alimentando per ragioni elettorali un clima di paura e di insicurezza». «Di fronte alla paventata marcia per la sicurezza nella capitale - conclude il sottosegretario - sappia An che troverà come sempre la ferma contrapposizione di chi ritiene che la sicurezza si raggiunge non con le leggi speciali ma con l’applicazione della legge, il dialogo e la tolleranza civile».