La detassazione su premi e straordinari non sia temporanea

Sangalli (Confcommercio)</B> Necessario aumentare il potere di acquisto e la fiducia delle famiglie

da Roma

Carlo Sangalli, il punto di osservazione di Confcommercio è forse il migliore per capire se la crisi è solo finanziaria o se ci sono ricadute sulle famiglie. Cosa sta succedendo?
«È ancora da definire l'entità e la durata che la crisi dei mercati finanziari avrà sull’economia. Ma si può già dire che avrà quattro ricadute su famiglie e imprese. Innanzitutto una ulteriore riduzione della propensione al consumo e quindi rinvio dell’acquisto dei beni durevoli. I dati per automobili ed elettrodomestici già lo dimostrano. Poi una riduzione consistente dei consumi cosiddetti liberi».
E cosa significa?
«Meno vacanze e meno divertimento. Poi una diminuzione dei prezzi di alcuni prodotti per effetto di un ulteriore calo delle vendite».
E questo non è un bene?
«No perché aumenterà il rischio chiusura per molte piccole e medie imprese».
I consumatori che hanno già stretto la cinghia lo hanno fatto perché sono pessimisti o perché mancano veramente i soldi?
«Guardi, pesa ormai da anni il permanere di una dinamica contenuta del reddito disponibile, conseguenza della bassa crescita economica e della pressione fiscale troppo alta. Tutto questo ha determinato dagli anni Novanta una evoluzione dei consumi decisamente contenuta. A queste cause strutturali si sono aggiunte negli ultimi tempi la ripresa del processo inflazionistico, a causa dell’aumento delle materie prime e la forte instabilità dell’economia mondiale».
Il governo italiano e l’Eurogruppo garantendo i prestiti interbancari, hanno voluto dare fiato all’economia reale. Le Borse sembrano avere reagito, pensa che i consumi riprenderanno?
«Innanzitutto il governo ha fatto bene a varare insieme agli altri partner europei questi provvedimenti, perché rappresentano un segnale importante che potrà contribuire a migliorare il clima di fiducia. E oggi (ieri, ndr) ne abbiamo avuto la prova. Vanno quindi nella giusta direzione tutte le iniziative adottate a livello europeo e internazionale, come è stato ben fatto anche con la manovra congiunta delle banche centrali per il taglio dei tassi d’interesse. È fondamentale, tenere sotto controllo l’impatto della crisi sull’economia reale intensificando il confronto tra imprese, governo e sistema bancario».
Quali altre misure potrebbe prendere il governo italiano?
«Che ci sia bisogno di provvedimenti per ridare un minimo di potere di acquisto alle famiglie e un po’ di fiducia per gli investimenti delle imprese, noi lo diciamo da tempo. Bisogna continuare con il rigore sui conti, ma è arrivato il momento in Europa di ragionare su una politica economica più espansiva».
Parlando dell’Italia c’è ancora bisogno di un taglio delle tasse?
«Intanto noi vorremmo rendere strutturale la riduzione delle tasse sui premi e sugli straordinari. Con più reddito netto a disposizione i consumi non possono che aumentare».