Detective, medici o sovrani purché sempre femmine

Dal Trono di Spade a House of Cards a Grey's Anatomy, sul piccolo schermo vince la riscossa «rosa»

Sono state umiliate, violate, ferite e messe da parte. Così, per liberarsi dalle catene cui gli uomini le costringevano, si sono rialzate, alleate e vendicate. La sesta stagione de Il Trono di Spade si è conclusa con la riscossa delle donne, da Daenerys Targaryen a Sansa e Arya Stark, da Yara Greyjoy a Cersei Lannister.

Le protagoniste della serie cult, ispirata al ciclo di romanzi Cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin, hanno, così, conquistato un ruolo di primo piano, anticipando, di fatto, quello che sarà il contenuto delle puntate del prossimo anno: chi diventerà padrona di Approdo del Re? Uno spoiler a tutti gli effetti, dunque, che rivela un preciso desiderio: quello di liberarsi dalla sottomissione maschilista e dal detto «dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna». L'uomo ha vinto le battaglie ma ha perso la guerra e le mogli, per dindirindina, non devono necessariamente stare sempre un passo indietro.

E se ancora oggi la società fa spallucce all'essere donna - pensiamo alla maternità, alla carriera, alla religione -, ci pensano le eroine, buone e cattive, delle serie televisive a mettere in piazza i loro diritti, la loro complessità, il loro fascino.

Claire Underwood (Robin Wright) di House of Cards (la quinta stagione nel 2017), la moglie stratega di Frank, presidente degli Stati Uniti, ne è solo un esempio.

Il 21 settembre sul canale americano NBC tornano Chicago P.D. e la detective Erin Lindsay (Sophia Bush), mentre dovremo aspettare l'11 ottobre per seguire le nuove imprese del pompiere Gabriela Dawson (Monica Raymund) e della caserma 51 di Chicago Fire. I

l 22 settembre sull'americana ABC spazio al primo episodio della 13esima stagione di Grey's Anatomy, con protagonista l'eterna dottoressa Meredith Grey (Ellen Pompeo), le colleghe del Grey Sloan Memorial Hospital e una nuova bambina, la figlia di April e Jackson Avery.

Ancora. Dal 4 dicembre la regina Helena (Elizabeth Hurley) e la principessa Eleanor (Alexandra Park) di The Royals torneranno a far parlare della famiglia reale della Londra moderna, di un mondo di opulenza, intrighi, tradimenti e, ovviamente, amori.

Dalla fantasia alla storia: Jenna Coleman è Victoria nello show promosso dall'inglese Itv, mentre Claire Foy è la regina Elisabetta in The Crown (4 novembre), la serie più costosa di sempre prodotta da Netflix, con un budget stimato di oltre 100 milioni di sterline.

Da non perdere The Good Place (19 settembre, Nbc, Usa), dove Kristen Bell interpreta una ragazza deceduta che viene ben accolta nell'al di là per le sue buone azioni, ma scoprirà di essere stata scambiata per qualcun altro.

Fa riflettere la super mamma di Speechless (21 settembre, Abc, Usa), comedy basata su una famiglia con un figlio affetto da paralisi cerebrale infantile.

Poi c'è la storia di Ginny Baker, la prima pitcher a entrare nella Major League Baseball (Pitch, 22 settembre, Fox Usa) e, nel 2017, tornano l'agente CIA Carrie Mathison (Claire Danes) di Homeland e Alice Vaughan (Mireille Enos) di The Catch, la nuova serie prodotta da Shonda Rhimes che racconta la storia di un'investigatrice privata che, prima delle nozze, scopre di essere stata derubata dal futuro marito.

Che siano in divisa o cinte da abiti mozzafiato, queste donne vi stenderanno nel giro di un secondo.

Commenti

idleproc

Sab, 17/09/2016 - 11:56

E' per via della F., così i polpettoni senza capo né coda e con storie che stanno in piedi solo per un pubblico femminile, li guardano anche i maschi.

giovauriem

Sab, 17/09/2016 - 12:22

non c'e bisogno di aspettare un secolo , gli "uomini" gia sono stesi , la donna non ha mai cercato la parità ha sempre puntato alla superiotità e all'acavallamento sull "uomo" ma vi posso assicurare che per le donne non sarà una vittoria ma una disfatta infatti gli uomini si sono accorti che la donna , sessualmente è volubile e si gestisce sessualmente con fraddezza per che la natura lo permette , tanti uomini non hanno capito che la natura ha dato alle donne questa peculiarietà e per questo sono aumentati i femminicidi .