Detenuti allievi per un giorno La scienza supera le sbarre

Tra le sue maggiori qualità c’è quella di riuscire a trasmettere il linguaggio spesso difficile della scienza con parole semplici e comprensibili ai più, visto che non sempre i termini tecnici utilizzati da scienziati, biologi, fisici e medici possono essere considerati alla portata di tutti. Sarà anche per questo che per l’annuale appuntamento del Festival della Scienza nel carcere di Marassi è stato chiamato il professor Edoardo Boncinelli, genetista ex direttore di biologia molecolare dello sviluppo presso l'Istituto scientifico universitario San Raffaele e direttore di ricerca presso il Centro per lo studio della farmacologia cellulare e molecolare del Cnr di Milano.
Boncinelli ieri mattina alle 10 ha varcato il portone della casa circondariale cittadina dove ad attenderlo c’erano una quarantina di carcerati incuriositi dal titolo di quella conferenza dove si sarebbe discusso di cervello e mente. «Cosa è il cervello? Quell’organo che sta nella testa pieno di sangue che dirige i movimenti del nostro corpo. E cosa la mente? Sono le associazioni, i ricordi l’immaginazione creativa. Ma senza il cervello, la mente non c’è». Termini semplici per rendere più efficace la «lezione» e i ragionamenti del professor Boncinelli scivolano sui grandi progressi della medicina negli ultimi 30 anni sullo studio del cervello, sulla funzione dei sensi e sulla ispirazione che gli studi della neuroscienza e della neurobiologia hanno fornito anche agli informatici per creare robot e computer.
Una rassegna interessante tra scienza e storia che ha incuriosito i partecipanti, compreso il direttore del carcere Salvatore Mazzeo che ha accompagnato e presentato la conferenza. Quindi via alla girandola di domande arrivate da questi particolari allievi che hanno interrogato il professore sui sogni e la loro interpretazione, sulla funzione della memoria e su come funzionano i sensi.