Detenuto tenta la fuga e sfonda il furgone della polizia

Tutto succede durante le operazioni di trasferimento da un carcere all’altro. Ieri mattina, Pontedecimo: la scorta del Nucleo Traduzioni di Marassi sta accompagnando un recluso al furgone. A bordo ce ne sono altri due per lo stesso motivo. Poi, il colpo di testa. Uno dei due detenuti, un marocchino di 22 anni dietro le sbarre per vari reati come rapina, lesioni e rissa, dà in escandescenze. Sfonda la porta della cella interna del furgone della polizia e tenta la fuga.
Gli agenti riescono a bloccarlo in tempo e mandano in fumo l’evasione del nordafricano. «È evidente che quanto accaduto - spiega Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto e commissario straordinario ligure del Sappe - deve fare seriamente riflettere, tanto più che lo scorso 6 aprile nell’autogrill di Sestri Levante, avvenne un tentativo di evasioni con modalità pressoché simili in un mezzo dello stesso tipo. Non è possibile che i mezzi adibiti al trasporto dei detenuti evidenzino tali lacune, per la sicurezza del mezzo stesso e della scorta della polizia penitenziaria a bordo».
L’episodio di ieri, continua Martinelli, va contestualizzato nel clima di tensione che si registra nelle carceri sovraffollate italiane, in cui la combinazione esplosiva tra il numero di detenuti, 68mila reclusi, e la carenza di 7.500 unità negli organici della polizia penitenziaria, oltre 220 agenti in meno tra Marassi e Pontedecimo, determina livelli di sicurezza insufficienti per gli agenti.