Il detersivo? Sfuso è ecologico

Sembra di essere in birreria. Solo che qui non scegli se spillare la chiara, la rossa, la doppio malto. Qui le opzioni sono l'ammorbidente, il sapone per il bucato a mano, quello per i piatti. Il detersivo alla spina arriva a Cesano Boscone nel sabato del Carnevale. Non è uno scherzo, ma un'altra iniziativa di un'amministrazione comunale, in partnership con l'ente di ricerca Ecologos di Torino, attenta all'ambiente e premurosa con chi lotta contro il carovita. Negli anni scorsi il sindaco Vincenzo D'Avanzo aveva già inaugurato la casa dell'acqua e quella del latte. Progetti per limare la filiera del consumo e presentare un prodotto a costi ridottissimi e a bassissimo impatto ambientale. Progetti che hanno valso la nomina del comune tra i 477 finalisti del concorso nazionale «Premiamo i risultati» promosso dal ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta.
Oggi tocca alla casa del detersivo. In pratica un distributore di saponi per vestiti e stoviglie che sarà impiantato da sabato pomeriggio al supermercato «Il Gigante» di via Roma. Si acquista a prezzo modesto il flacone solo la prima volta. Le volte successive il detersivo sarà venduto sfuso. Ma quanto si risparmia in termini di energia? Sul distributore c’è un calcolatore analogo a quello già in uso alla casa del latte e in grado di dire al consumatore quanta anidride carbonica ha risparmiato con il suo acquisto.
Si pensi che un flacone di plastica di 60 grammi richiede per la sua produzione il corrispettivo di energia di 25 lampadine a incandescenza da 100W accese contemporaneamente per un'ora, di due vasche da bagno piene d'acqua e comporta l'emissione di una tale quantità di anidride carbonica pari a quella prodotta dal consumo di un'auto di media cilindrata nel percorso di un chilometro.