Deutsche Bank, buco da 3,9 miliardi È il primo rosso nella storia dell’istituto. Il vertice: «Gennaio in ripresa»

LA CURA L’istituto pensa a un forte taglio dei bonus ma assicura che non varerà aumenti di capitale. Il dividendo cade a 50 centesimi

La crisi dell’economia mondiale scava un buco da 3,9 miliardi nei conti di Deutsche Bank. Per il principale istituto di credito tedesco è il primo bilancio in rosso (5,7 miliardi la perdita prima delle imposte) da quando fu ristrutturato dopo la Seconda guerra mondiale ma il gruppo di Francoforte è solo l’ultima vittima dell’epidemia che ha già costretto il cancelliere Angela Merkel a correre in aiuto del sistema bancario del Paese puntellando, oltre a Hypo Re e Commerzbank, la stessa Deutsche Bank attraverso l’operazione Deutsche Post.
Alla débâcle di Db hanno contribuito massicce svalutazioni e il crollo dei ricavi da trading (da 8,4 miliardi a 124 milioni). A pesare è stato soprattutto l’ultimo trimestre, falcidiato da perdite nette pari a 4,8 miliardi. «Siamo molto delusi dai risultati del quarto trimestre», ha ammesso agli analisti l’ad di Deutsche Bank, Josef Ackermann (il 2007 si era chiuso con un utile pretasse di 8,75 miliardi).
Sfoderando l’orgoglio tedesco, Ackermann ha però cercato di mostrarsi «fiducioso» per l’anno in corso, visto che Deutsche Bank è riuscita a liberarsi di diversi titoli tossici, ha ridotto le spese tagliando 1.200 posti di lavoro, e nel solo mese di gennaio ha registrato ricavi per 2,8 miliardi, un dato in netta crescita rispetto a un anno prima. Dopo aver negato la necessità di un nuovo aumento di capitale, il banchiere ha poi precisato di ritenere «realistico» un Roe superiore al 20% e ancora «raggiungibile» la soglia del 25%. «Il gruppo uscirà dalla crisi più forte di prima», ha detto Ackermann secondo cui la crisi ha però portato alla luce «alcuni punti deboli» nell’operatività che «deve essere modificata».
In particolare Deutsche Bank dovrebbe tagliare i bonus del 60%. A partire dalla sezione investimenti, in particolare dall’area dedicata ai prodotti strutturati, in forte perdita nel 2008. Ackermann ha già rinunciato al proprio bonus per dare il buon esempio. Qualche segnale di schiarita emerge invece sul fronte del retail e delle piccole imprese: 230mila i nuovi clienti registrati nel quarto trimestre 2008, anche grazie alla spinta dell’Italia (51mila clienti in più).
Nonostante il pesante passivo, Deutsche Bank non farà ricorso al fondo d’emergenza approntato da Berlino, come ha fatto invece Commerzbank che ha beneficiato di aiuti per 18,2 miliardi. Db non parteciperà neppure a un’eventuale bad bank nazionale perché, ha spiegato Ackermann, preferisce una soluzione più elastica. Ma, soprattutto, sarà in grado di pagare un dividendo di 50 centesimi ad azione. Cifra, questa, drasticamente tagliata rispetto alla cedola di 4,5 euro versata nel 2007, quando la banca chiuse l’anno con un utile record di 6,5 miliardi.