Devastata una cooperativa costruita su proprietà della 'ndrangheta confiscate

Gli attentatori hanno danneggiato un capannone e rubato
numerosi attrezzi agricoli. È la seconda intimidazione che la cooperativa, creata nel
2005, subisce

Gioia Tauro - Devastata a Gioia Tauro la sede di una cooperativa agricola realizzata dall’associazione "Libera" su terreni confiscati alla ’ndrangheta. Gli attentatori hanno danneggiato un capannone e rubato numerosi attrezzi agricoli. È la seconda intimidazione che la cooperativa, creata nel 2005, subisce. "Andiamo avanti, senza paura", questo il commento di don Luigi Ciotti. Per il presidente della Commissione antimafia, Forgione le "cosche non vinceranno". Turbato il presidente della Regione, Agazio Loiero: "Quello che è avvenuto è intollerabile. La risposta migliore è quella di schierarsi subito e in maniera concreta e fattiva a favore della legalità".

La "Valle del Marro-Libera Terra" è una cooperativa sociale che gestisce circa 30 ettari di terreni agricoli confiscati alla ’ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro. È la prima esperienza in Calabria del progetto "Libera Terra", che promuove la nascita di imprese sociali nel settore agro-biologico su beni confiscati alla criminalità organizzata dando a giovani del territorio la possibilità di investire su un’opportunità di riscatto sociale e di sviluppo economico.

Nata nel dicembre del 2004, la cooperativa è divenuta assegnataria dei terreni nel febbraio del 2005 attraverso la sottoscrizione di contratti di comodato d’uso gratuito, della durata di 30 anni, con i Comuni di Gioia Tauro, Oppido Mamertina e Rosarno. L’attività agricola, condotta secondo le tecniche dell’agricoltura biologica, consiste nella coltivazione e trasformazione degli ortaggi; raccolta delle olive e produzione di olio; produzione di miele. La cooperativa punta a realizzare, nel corso del tempo, la gestione dell’intera filiera agro-alimentare dei prodotti.