«Deve fare la stessa fine della mia Chicca»

Rabbia e disperazione per la famiglia Squarise dopo giorni di attesa: «Ora solo giustizia, nessuna pietà per l’assassino»

nostro inviato a San Giorgio delle Pertiche (Padova)

La rabbia, l’angoscia, lo strazio di un padre cui hanno ucciso una figlia. Ruggero Squarise ha rotto ieri il silenzio nel quale si era chiuso con la moglie Maria Grazia. È uscito in canottiera dalle mura della villetta nella quale si è trincerato. Al suo fianco aveva uno dei suoi legali, l’avvocato Stefano Squarise, a sottolineare che non stava per pronunciare parole a caso. «Voglio giustizia per mia figlia»: ha detto ai giornalisti. E prima di farsi vincere dalle lacrime, ha aggiunto: «Spero solo che gli facciano fare la stessa fine che ha fatto mia figlia». Si riferiva all’assassino di Federica.
Uno sfogo feroce, di un uomo che ha sperato fino all’ultimo di rivedere la sua Chicca, e ora comincia a perdere la speranza anche negli investigatori. Gli Squarise hanno passato lunghi giorni nella drammatica altalena tra l’attesa fiduciosa e la disillusione. Lunedì il ritrovamento del cadavere nudo a Lloret de Mar e il rincorrersi degli indizi che portavano a ritenere che fosse quello di Federica. Le tragiche conferme dei primi esami. Nelle ultime ore le notizie crudeli sulla probabile violenza subita dalla figlia. E infine lo sconcerto perché il principale sospettato, il barista uruguaiano Victor Diaz Silva, era riuscito a sparire dopo che aveva raccontato la sua verità e si era sottoposto al test del Dna.
«Che faccia la stessa fine». Sono le parole di una persona sconvolta. Ripetute anche dal figlio Francesco, l’ultimogenito, rimasto a casa a fare compagnia ai genitori quando Roberta e Mattia sono partiti per la Costa Brava alla ricerca della sorella. «Chiediamo giustizia. Spero che l’assassino abbia la fine che merita - ha detto Francesco davanti alle telecamere, appoggiato al cancelletto che introduce nel giardino di casa -. Attendo ora che ritornino i miei fratelli perché in questo momento ho bisogno anche di loro». Ed è scoppiato a piangere.
È l’ora in cui il dolore si sfoga brutalmente ed esce dagli argini come una piena improvvisa. Uno zio della ragazza uccisa, Luciano Squarise, ha puntato il dito contro Stefania Perin, l’amica partita con Federica e rientrata sabato da sola: «Sono rimasto sorpreso che le due ragazze quella sera si siano lasciate. Hanno sbagliato a separarsi, per prima cosa, ma si tratta di ragazze giovani. Federica non era tipo da fare imprudenze, era una ragazza a posto, mi salutava sempre con la mano quando andava al lavoro. Vogliamo che gli spagnoli facciano luce. Mi sembra che in quel Paese ci sia troppa libertà». Ora che Victor è stato catturato i punti oscuri della vicenda potranno forse trovare una risposta.
Gli Squarise sono sconvolti da come vengono condotte le indagini a Lloret de Mar. La sottovalutazione iniziale (la polizia pensava a un allontanamento volontario), i silenzi ufficiali, la leggerezza di lasciarsi sfuggire il sospettato numero uno per poi riacciuffarlo a 200 chilometri da Lloret de Mar, il ritrovamento del cadavere decomposto in una zona tutt’altro che isolata, la stampa locale che per giorni ignora la notizia. «Adesso i quotidiani spagnoli scrivono di tutto, ma noi familiari non abbiamo alcuna notizia sull’esito dell’autopsia - incalza lo zio Luciano -. La mamma di Federica ha sentito parlare di violenza sessuale sulla figlia vedendo alla televisione la prima pagina di un giornale spagnolo. Non ha detto nulla».
«La famiglia è arrabbiata, hanno dimostrato una grande dignità e non meritavano il trattamento ricevuto» dice l’avvocato Squarise. Il legale ha avviato le pratiche per l’espatrio della salma di Federica dalla Spagna. Il giorno dei funerali il Comune di San Giorgio delle Pertiche proclamerà il lutto cittadino.