«Devolution, voglio subito il referendum»

Marcello Chirico

Che il tema del federalismo gli stesse parecchio a cuore lo si era capito già 5 anni fa, quando - pur di ottenerlo - sfidò addirittura lo Stato (allora a governare l’Italia c’erano gli ulivisti, guidati da Giuliano Amato) a chiamare ai seggi i lombardi per chiedergli se avrebbero preferito un’alternativa federale alla solita minestra centralista. Ma a far saltare ieri mattina la mosca al naso di Roberto Formigoni e a spingerlo a far deliberare alla propria giunta un’immediata richiesta al Governo per poter indire quanto prima, sul proprio territorio regionale, un referendum sulla neonata devolution (come, tra l’altro, previsto proprio dal legislatore) deve essere stato l’altra sera, a Porta a Porta, il «collega» governatore della Calabria, Agazio Loiero (ex Dc, oggi passato all’Unione) che, insieme ad altri esponenti del centrosinistra, avrebbe dato un’«immagine caricaturale» - come l’ha definita il governatore lombardo - della nuova legge devolutiva. «Alcuni partiti - ha spiegato ieri Formigoni - stanno dicendo che questa riforma spaccherà l’Italia, e siccome non è così ho scelto di dare il via in Lombardia ad un’operazione-verità». Strumento: il referendum, appunto, «che - ha puntualizzato sempre il governatore - servirà ad informare in maniera adeguata i cittadini sui contenuti della riforma costituzionale».
Quanto all’«operazione-verità», secondo Formigoni «ne ha bisogno il Paese, il clima di confronto tra le parti e, soprattutto, servirà per contrastare le non-verità che tendono a stravolgere le modifiche introdotte». Modifiche costituzionali su cui Formigoni tentò di far esprimere già allora il popolo lombardo. «L’allora governo Amato - ha ricordato ieri Formigoni - prima diede l’ok alla nostra consultazione, poi no, e quel referendum non poté tenersi, ma quell’iniziativa diede una spinta ad una forte apertura verso le riforme. Le modifiche odierne sono pari pari a quelle che formulammo allora e su di esse si esprimerà ora l’intero popolo italiano».
Già, perché il referendum sulla devolution è già stato richiesto da altre Regioni, quasi tutte «rosse» e, quindi, con scopi abrogativi. «Hanno chiesto la consultazione per demonizzare ancor più la riforma - conferma il capodelegazione di An, Massimo Corsaro - mentre questo federalismo garantisce non solo l’unità del Paese ma sussidiarietà e decentramento». «Il referendum - ha aggiunto il capogruppo di Fi, Boscagli - servirà a dire le verità finora taciute e ad aprire al federalismo fiscale. Indietro non si torna». E a condividere l’operazione-verità è proprio la Lega, «perché così la Lombardia sarà la prima a esprimere il proprio desiderio di autogoverno. Proprio per questo noi non abbiamo paura del referendum». La cui proposta verrà votata dal consiglio forse già il prossimo 6 dicembre, come confermato ieri dallo stesso presidente Fontana. Ma sul testo i Ds chiedono che si possa concordare il testo da sottoporre all’assemblea con le altre Regioni.