«Prima la devoluzione poi, magari, il resto...»

«Le primarie? Le faremo, non so in che forma, ma se l’ha detto Bossi... Piuttosto, prima viene la devoluzione. Ci preoccupa l’atteggiamento dell’Udc, non vogliamo scherzi. Se ci sarà qualche intoppo, altro che primarie: non ci sarà più nemmeno la maggioranza». Roberto Maroni sposta il tiro dal sistema per scegliere il leader della Cdl alle elezioni del 2006 al rispetto degli impegni sulla riforma costituzionale e si rivolge direttamente all’Udc, dopo l’appello di Pier Ferdinando Casini a evitare polemiche nella Cdl e definire le regole delle primarie. «Noi le primarie non le abbiamo chieste», dice il ministro leghista del Welfare. «Sta a chi le ha chieste dire come si pensa di farle. Ma a noi interessa altro. Vogliamo vedere cosa farà l’Udc sulla devoluzione, visto che ieri Follini inopinatamente ha detto che deve sentire i suoi parlamentari per decidere il voto...».
Insomma, mette in chiaro Maroni, «ben vengano le primarie, se servono a tenere unita la Cdl. Ma la devoluzione viene prima delle primarie. Non vogliamo scherzi da parte di nessuno, ci aspettiamo che vengano rispettati i patti. Se sulla devoluzione la maggioranza non c’è, non ci saranno nemmeno le primarie, semplicemente perché non ci sarà più la maggioranza».
Maroni si dice «un po’ preoccupato dalle dichiarazioni di Follini, ma confidiamo - aggiunge - nel rispetto degli impegni presi. Se la devoluzione viene approvata, nessun problema. Faremo le primarie, non so in che forma. Vedremo. Ma se c’è un intoppo per colpa di qualche esponente della maggioranza non ci sarà nemmeno bisogno di farle, le primarie...».