«Ma devono conoscere i loro limiti»

Dottor Volpi, lei è un medico sportivo che ha giocato tra i professionisti del calcio, cosa ne pensa del mondo master?
«È gente che ha un profondo senso dello sport, è più educata dei professionisti, conosce i propri limiti, la parte tecnica e le attrezzature».
Questi i pregi, i difetti?
«Talvolta esagerano, vanno al di là dei ragionevoli consigli, se intercorre un sovraccarico devi rallentare o cambiare sport. Talvolta non ci sentono. E non sempre si fanno seguire da un medico. Ci vorrebbe un check up almeno una volta all’anno».
Andiamo per età: l’atleta master fino a 50 anni?
«È quello che ha prestazioni vicine agli atleti professionisti maturi».
Requisiti necessari?
«Essenzialmente tre: non avere avuto gravi infortuni; capacità e costanza di allenarsi bene e alimentarsi altrettanto bene; avere strutture genetiche valide che, in parole povere, significa: i genitori ti devono aver dato qualità fisiche ottimali».
E l’atleta dai 50 anni in poi?
«Chiariamo: fino ai 50 anni puoi fare tutto, poi bisogna ridurre le distanze e diminuire l’intensità. Non c’è una regola fissa, ma è chiaro che, a 60-70 anni, esiste un invecchiamento biologico: tendini, muscoli, ossa. L’apparato respiratorio e circolatorio vanno in sofferenza».
Scusi, ma c’è un vecchietto che, a 95 anni, è primatista del salto in lungo con tre metri. Non è strano?
«Sono eccezioni. Quel signore avrà particolari caratteristiche biomeccaniche di elasticità dei tessuti. Ma se mettiamo a saltare dieci novantenni in buona efficienza, almeno cinque si rompono il femore».
Gli sport più adatti a un over 50?
«Il nuoto perché lavori senza peso, non hai forza di gravità, non fai velocità, solo resistenza. Anche in bici non hai forza di gravità, ma bisogna dosare pendenze e intensità. Da escludere sport di contatto fisico».
E l’alimentazione?
«Simile a quella degli atleti, ricordando di avere un metabolismo diverso. Bisogna mangiare meno. Servono verdura, frutta e bere molta acqua. Per l’atleta anziano dimenticare l’acqua è rischioso».
Basta una sana alimentazione?
«No, servono integratori per aminoacidi e proteine. Leciti ovviamente. Vanno usati sali minerali e composti di vitamina B, C, E».
La vera differenza tra atleti giovani e master?
«Nei master c’è un aumento del tessuto grasso e diminuiscono le fibre muscolari. L’allenamento non può tutto».