«Devono intervenire Silvio e Umberto o Monza perde il Gp»

«Le posso garantire che questa vicenda del gran premio di Roma non è il sale o l’amaro che mi può rovinare il panettone di Natale. Io il panettone lo mangerò e sarà buono». Così ha parlato Marco Mariani, leghista, sindaco di Monza dal maggio 2007. E non bisogna stupirsi visto il soprannome che gli hanno dato i suoi concittadini: «il Cassoeula», come il tipico piatto lombardo-padano fatto con maiale e verze di cui va ghiotto. «Ma evitiamo equivoci: la rabbia per la vicenza del Gran Premio resta ed è tanta».
Domenica si è parlato di scippo da parte di Roma, ventiquattro ore dopo?
«Di furto. La parola scippo ha toni troppo gentili».
Sorpreso per l’annuncio dell’organizzatore romano?
«Non più di tanto. Chi vive a Monza e segue le vicende legate all’autodromo sapeva che Roma stava lavorando per i suoi interessi. Del resto è così da sempre, da quando esiste che si nutre dell’aria che toglie agli altri».
L’associazione Amici dell’Autostromo studia il da farsi con un comitato di verdi ecologisti di Roma, il deputato leghista Paolo Grimoldi annuncia un pool di esperti che studi come mettere i bastoni tra le ruote a Roma, e lei?
«Bisogna evitare di arrivare a forme di protesta plateali, che rischiano di scivolare nel folcloristico mentre gli altri ci portano via il Gp. La mia speranza è una sola: che parli il presidente Berlusconi e, con lui, pure Bossi, la sua voce per Monza è importantissima».
La soluzione quindi è nella politica.
«Mancano tre giorni a Natale e i problemi sono tanti, però se non si arriva a un confronto politico non se ne esce».
Tra i problemi, anche lo stabilimento che la Yamaha intende chiudere a Lesmo.
«Vero, però la Brianza tiene meglio di altri zone dal punto di vista del lavoro e questo furto che Roma vuole farci assume proprio per questo forme ancora più odiose. Qui si regge l’urto dei problemi portati nell’ultimo anno dall’economia mondiale e nella capitale decidono di rompere tutto. Come italiano mi chiedo se ha senso organizzare un Gran premio nella capitale, non mi sembra proprio che lì ci sia la culla automobilistica italiana».
Era meglio ai tempi del dualismo con Imola, l’Italia dell’auto in fondo è Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna...
«Vero, però alla lunga Imola si è ritirata».
Pensando ai due Gp sul territorio italiano dall’81 al 2006, non ritiene possibile una coesistenza tra Monza e Roma?
«Roma non ha nessuna intenzione di coesistere con noi. Un conto sono le parole e un’altra la realtà. Quando mai il calendario del mondiale, che ci vede in pista a inizio settembre, ospiterà l’appuntamento romano a metà agosto, due o tre settimane prima? Non esiste. È per questo che la soluzione può arrivare solo dal presidente Berlusconi e da Bossi».
Tocca così al governo decidere dove far disputare il Gp d’Italia, scegliendo tra Monza e...
«Tra una cosa che funziona a meraviglia, una delle bandiere dell’Italia, e l’eterna arroganza romana. Purtroppo è la conferma di come noi italiani siamo specialisti nel rovinare le cose migliori che abbiamo».