«Devono tornare in carcere». Ed è scontro

Litigano accusa e difesa, in un vero e proprio braccio di ferro. Ma non solo. Anche fra gli avvocati, che difendono le famiglie delle presunte vittime di abusi a Rignano Flaminio, divampa la polemica. La miccia, questa volta, si è accesa con la decisione dall’avvocato Carlo Taormina, legale di parte civile, di depositare un atto al pm di Tivoli, Marco Mansi, che sollecita una nuova richiesta di custodia cautelare in carcere nei confronti delle due maestre Patrizia Del Meglio e Marisa Pucci. Determinanti sono state, per l’avvocato, le deposizioni delle due bimbe, di 4 e 5 anni, ascoltate nel corso dell’incidente probatorio. Entrambe, infatti, avrebbero citato le loro maestre, sostenendo che erano coinvolte nei «giochi cattivissimi». La prima testimone, le avrebbe definite «la strega Marisa» e «la strega Patrizia», arrivando addirittura a mimare i giochi a sfondo sessuale che avrebbero fatto nel «castello cattivissimo». La seconda bimba, la più piccola, che ha vissuto con estremo disagio la deposizione, avrebbe comunque riferito, di essere stata a casa della «maestra Marisa», dove ci sarebbe stata anche la «maestra Patrizia», che «faceva cose cattive». «Entrambe le bimbe - ha sottolineato Taormina - hanno chiamato in causa le due maestre e ciò ha determinato la sopravvenienza della fattispecie di gravità indiziaria. Pertanto si è realizzata una nuova situazione nella quale sia sul piano oggettivo che soggettivo vi è la prova della consumazione degli allucinanti abusi». Immediata la replica dell’avvocato Roberto Borgogno, difensore di Patrizia Del Meglio. «Rimaniamo dell’idea che il tribunale del Riesame aveva ragione, quando ha ritenuto che oltre alle dichiarazioni dei bambini, vista la loro età, erano necessari riscontri oggettivi. In mancanza di questi non cambia nulla». I sette indagati hanno già trascorso un periodo in carcere, dopo che il 24 aprile scorso, il gip Elvira Tamburelli, ne aveva disposto la custodia cautelare. Tempo due settimane - era il 10 maggio - erano tornati in libertà, su disposizione del tribunale del Riesame. Ma la richiesta avanzata al pm da Taormina è stata bollata come «un’iniziativa sua personale», dagli stessi avvocati dell’accusa. Questo perché ancora non si conosce la decisione della Corte di Cassazione, che dovrà pronunciarsi il 18 settembre sull’annullamento delle ordinanze, da parte del tribunale del Riesame. «Solo dopo si valuterà cosa fare», ha dichiarato l’avvocato Roberto Ruggiero, legale di parte civile. Vogliono andarci con i piedi di piombo. Una richiesta d’arresto respinta dal gip, sarebbe un punto a favore della difesa. Intanto, l’indagine della procura di Tivoli lambisce un nuovo risvolto misterioso: un incendio avvenuto nell’estate del 2006 a Rignano nell’abitazione di una persona che poi avrebbe fatto perdere le sue tracce. Secondo Simone Rocchini, presidente dell’associazione genitori di Rignano Flaminio, «nell’incendio è stato distrutto del materiale, fra cui degli articoli informatici che poteva avere a che vedere con gli abusi sessuali».