Dexia rifiuta le proposte di fusione con Fortis

Niente da fare: Dexia sembra decisa a restare zitella: dopo il «no» alle profferte di matrimonio avanzate dal Sanpaolo Imi, il cda del gruppo bancario franco belga ha respinto con un voto unanime anche un’offerta di alleanza da parte della società assicurativa belga olandese Fortis. Tramonta così la prospettiva di veder nascere quella «grande banca belga» di cui si parla da anni, ma tramontano anche le inevitabili e pesanti ristrutturazioni sul personale che l’operazione avrebbe comportato. E non va dimenticato che il 50% della società è in mano a un gruppo di municipalità. Dexia ha precisato che i dirigenti erano stati avvicinati dal management di Fortis per avviare uno studio su un possibile avvicinamento dei due gruppi. Fortis temerebbe infatti di poter essere oggetto di una scalata. Il cda di Dexia ha seguito «all’unanimità» le indicazioni del comitato direttivo, che aveva ritenuto che «non fosse né opportuno né auspicabile procedere a un tale studio». Secondo la stampa belga l’alleanza Dexia-Fortis avrebbe dato vita a quella «grande banca belga» di cui si parla da anni, ma avrebbe anche imposto diverse difficoltà sul versante della concorrenza in Belgio assieme a un «bagno di sangue sociale» che difficilmente il mondo politico avrebbe potuto accettare.