Diabete, informare i malati

Un paziente che si sottopone a frequenti controlli vive meglio e più a lungo di coloro che interrompono le cure

In prima fila, a lottare contro il diabete, non ci sono soltanto medici e ricercatori ma anche singole associazioni che si ripromettono di aggiornare e di informare i pazienti. Merita d’essere ricordata - in quest’area - l’opera svolta dall’Associazione italiana diabetici, fondata nel 1982 dal dottor Roberto Lombardi.
Per venticinque anni quest’associazione ha richiamato l’attenzione degli italiani (solitamente distratti) su una malattia lunga, complicata e temibile che può avere complicazioni devastanti sul piano cardiocircolatorio, su quello neurologico e può addirittura provocare lesioni della retina. La signora Vera Buondonno che dal 2002 ha sostituito il marito alla guida dell’Associazione, è convinta d’avere ottenuto ottimi risultati. «Abbiamo ottantamila soci - dice - e siamo rappresentati nelle più importanti città italiane» Il numero verde è 800 820082.
Il prossimo appuntamento è fissato per il 4 ottobre, giornata nazionale del diabete; il secondo per il 14 novembre, che dal 1991 è la giornata mondiale, riconosciuta e approvata dall’Onu. Ma le sedi regionali o provinciali possono organizzare altre pubbliche manifestazioni in qualsiasi mese dell’anno.«Il nostro merito» continua la signora «è di avere portato il diabete ad altissimi livelli di conoscenza. Nel 2004, dopo anni di battaglie, abbiamo perfino conquistato una grande campagna di prevenzione, condotta su scala nazionale. In questa malattia, l’autocontrollo è fondamentale: un paziente ben controllato non solo vive normalmente ma vive più a lungo».
I contatti con i diabetologi sono continui. C’è una «cupola» (a Milano i professori Pozza e Bosi, a Napoli il professor Riccardi, a Padova il professor Pagano) e c’è un continuo aggiornamento scientifico. Nello scorso dicembre la signora Buondonno ha partecipato al congresso mondiale di Città del Capo. Negli appuntamenti italiani è sempre in prima fila. Sa che i diabetici italiani sono più di tre milioni e vorrebbe raggiungerli tutti. Destina alla rivista trimestrale Scienza e Diabete (fondata da suo marito nel 1982) le informazioni sulla ricerca, aggiornandole continuamente. Gli iscritti all’Associazione sanno, per esempio, che presto entrerà in commercio una nuova classe di farmaci (incretine) capaci di stabilizzare il livello della glicemia; ma sanno anche che la Ricerca sulle cellule staminali come strumento antidiabetico promette buone sorprese.