Diagonistica un cancro con eccessivo ritardo: medico condannato

Una sentenza della Cassazione ha dato
ragione a una donna colpita da un<strong> </strong>tumore al seno. La sua ginecologa l'aveva rimandata a casa tranquillizzandola

Roma - Quando la diagnosi di una malattia riguarda una patologia tumorale, il medico deve fare particolare attenzione. Altrimenti può rischiare sanzioni penali. Più è precoce la diagnosi minori saranno i problemi del medico in tribunale. Tutto nasce da una sentenza della Cassazione che ha dato ragione ad una donna colpita da un tumore al seno.

Quando la donna si era recata dalla sua ginecologa avvertendo un nodulo al seno, il medico le aveva risposto che si trattava solo della sensazione tattile di una costola e non di un tumore. Poco tempo dopo la donna ha riscontrato un tumore in metastasi nel fegato e nelle ossa.

La paziente aveva citato in giudizio la sua ginecologa accusandola di non aver saputo diagnosticare col giusto anticipo la malattia. In prima istanza la dottoressa è stata assolta. Il tribunale le aveva riconosciuto l'impossibilità di diagnosticare una malattia che si rende palese solo dopo un po' di tempo. Ma quando i legali della donna hanno fatto ricorso in Cassazione il giudizio è stato ribaltato. "La stessa scienza medica - dicono i giudici - sostiene la necessità di una sollecita diagnosi delle patologie tumorali e rileva come la prognosi della malattia vari a seconda della tempestività dell'accertamento".