Il dialetto dei Legnanesi alla conquista dell’Italia

Un sogno ce l'hanno anche loro, la Teresa, la Mabilia e il Giovanni. «Ci piacerebbe che il Teatro Smeraldo diventasse il teatro stabile dei Legnanesi, o che comunque comunque si trasformasse nel luogo dove poter mantenere il nostro spettacolo a lunga tenitura», confida Antonio Provasio, storico capo-comico della compagnia fondata da Felice Musazzi, nonché storica Teresa. Essere stanzianti per quattro o cinque mesi, per richiamare il pubblico da tutto il Nord, dopodiché spostarsi per raggiungere le città più distanti: come peraltro i Legnanesi faranno quest'anno, alla guida del loro ultimo colorito show, dal titolo «Sem nasü pa patì... e patèm!». In cartellone all'amico Smeraldo dal 30 dicembre al 12 febbraio (ore 20.45, domenica ore 16, ingresso 50-15 euro più prevendita, info 02.29.00.67.67) l'ultima rivista adattata dai testi di Musazzi e rivisitata dal trio composto da Antonio Provasio, Enrico Dalceri e Luigi Campisi «attraverserà il Rubicone». «Vogliamo essere un'invincibile armada alla conquista del centro, e chissà un giorno del sud» spiega Provasio ricorrendo a un termine che, in effetti, dallo spagnolo al lombardo non cambia pronuncia. «Siamo stati a metà dicembre a Firenze, a marzo passeremo a Torino e Genova, mentre ad aprile chiuderemo la stagione nientemeno che al Sistina di Roma. Non vogliamo ghettizzarci al nord, anzi intendiamo portare la cultura e il dialetto lombardi in tutta Italia». Tanto più che quest'ultimo testo, sin dal titolo (traduzione: «Siamo nati per soffrire... e soffriamo!») racconta di qualcosa di assolutamente comprensibile da tutti gli italiani. La crisi.
«Come al solito - scherza Enrico Dalceri alias Mabilia, nonché coreografo e costumista della compagnia - lo show dei Leganesi fornisce lustrini, paillettes e... profezie. É per questa sua estrema attualità che continua ad attirare pubblico e, negli ultimi anni, gode di un ricambio generazionale». In «Sem nasü pa patì... e patèm!» ci sarà spazio per un ricco balletto «delle Conigliette» dedicato a Felice Musazzi, per un viaggio a bordo di un galeone nei mari caraibici, alla ricerca dell'allegria ovunque si possa raccogliere. Per portarla, ovviamente, nel luogo popolare e magico da cui ogni storia dei Legnanesi parte: il cortile. «Il cortile resta il nostro micro-cosmo simbolico - spiega Provasio - É lì che c'è il sentimento popolare, l'ironia ma anche la saggezza con cui affrontare i momenti di difficoltà». La gente comune cerca di sbarcare il lunario, si sorride sui problemi, magari si cerca di sistemare la figlia con qualcuno che abbia il grano». Lo spettacolo dello Smeraldo ha una parte musicale corposa, otto cambi di scena, l'utilizzo di 150 costumi, canzoni originali, e insomma tutto quel bagaglio di entertainment e varietà che, ad ogni show, richiede un budget di «almeno 240.000 euro», parola di Provasio & Co. «Negli anni abbiamo creato un magazzino di costumi per un valore di quasi due milioni di euro - rivela Enrico Dalceri - Ci piacerebbe organizzare una mostra con i nostri costumi proprio al Teatro Smeraldo»