Dialoghi sul corpo nell’ex mattatoio

L’esposizione si intitola «Into me/out of me»

Una mostra impegnativa quella in corso al Macro Future, ex Macro al Mattatoio, un evento che segna un nuovo percorso di questo luogo sempre di più dedicato alle sperimentazioni. Con l’apertura del nuovo padiglione infatti il volume degli spazi a disposizione è raddoppiato. Enormi capannoni, intrisi di una loro storia, che convergono verso il presente. Singolare infatti che proprio all’interno di questi capannoni siano stati uccisi migliaia di animali negli anni scorsi, là dove ora è invece stata inaugurata una mostra dedicata proprio al corpo, e alle sue trasformazioni, ai suoi cambiamenti, alle evoluzioni, alle involuzioni. Come se l’odore della carne da macellare fosse ancora presente e aumentasse il livello di attenzione verso una mostra che sospinge lo spettatore verso riflessioni sulle trasformazioni del corpo. La mostra, dal titolo «Into me/Out of me», realizzata assieme al PS1 di New York e al Kunst-Werke di Berlino, cerca di sistemare didatticamente e anche storicamente tutta una serie di lavori di artisti che hanno lavorato su tematiche inerenti soprattutto la relazione tra l’interno e l’esterno del corpo, quindi con particolare attenzione verso la riproduzione, la violenza anche, il metabolismo. Non è una mostra bella secondo l’accezione tipica di questa parola, ma è invece molto interessante, soprattutto perché si trovano tante opere di artisti che sovente si sono studiate nei libri di arte ma più raramente si è riusciti a vedere. Ci sono dei video molto interessanti di Marina Abramovic, le struggenti fotografie di Nan Golden, due video di Pipilotti Rist, e poi anche Andy Warhol e una installazione di Felix Gonzales-Torres. Una mostra con circa 120 opere, forse troppe, che però danno il polso esatto di quanto sia diventato importante per gli artisti contemporanei fare una analisi approfondita di quelle che sono le relazioni tra il corpo e ciò che ci circonda, tra l’esterno e l’interno, appunto.
Al Macro Future, piazza Giustiniani 4. Fino al 30 settembre.