Dialoghi teatrali a ritmo di jazz con le sceneggiature celebri

Cortellesi, Ravello, Muti e Valerio Mastandrea tra i protagonisti della insolita rassegna

Alessandra Miccinesi

Se fosse una recensione cinematografica suonerebbe così: script & reading. Come dice il musicista Roberto Gatto, il jazz è un’arte nobile, basata sulla tecnica di improvvisazione che risponde a canoni precisi, unendo proscenio e platea sul filo dell’estemporaneità. Quindi non poteva esserci colonna sonora giusta più del jazz per fare da contrappunto ai sei reading cinematografici che Lele Marchitelli ha tirato fuori dal cilindro inventando «Sceneggiature», un progetto di letture di copioni cinematografici memorabili con contrappunti jazz. Dal primo al 6 novembre il palcoscenico dell’Ambra Jovinelli si truccherà da set per originali letture-concerto che coniugano l’arte della celluloide alla musica. Nessuna ingessatura da colonna sonora, però, ma note in libertà per accompagnare le voci di Omero Antonutti, Paola Cortellesi, Rolando Ravello, Antonio Catania, Paolo Rossi e altri che, insieme ai musicisti Danilo Rea, Paolo Fresu, Roberto Gatto e Gianluca Petrella, si metteranno in gioco - anima e corpo - per creare l’abito melodico di sceneggiature leggendarie. Quelle di Pierpaolo Pasolini (Accattone e Mamma Roma), Suso Cecchi d'Amico, Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Enrico Medioli e Luchino Visconti (Il Gattopardo e Rocco e i suoi fratelli), Ettore Scola, Ruggero Maccari e Maurizio Costanzo (Una giornata particolare), Roberto Rossellini, Sergio Amidei, Federico Fellini e Carlo Celeste Negarville (Roma città aperta), e Cesare Zavattini (Miracolo a Milano).
«È un’idea che mi balena in mente da quando, l’anno scorso, Valerio Mastandrea ha letto Accattone in teatro» spiega l'ideatore della rassegna che inizia martedì, proprio nel trentennale della morte di Pasolini, rendendo omaggio all'intellettuale friulano con un doppio reading.
Chiara Muti e Claudio Santamaria, per esempio, sono stati scelti per Roma città aperta. «La Magnani è un caposaldo per il pubblico, figuriamoci per un’attrice - confessa Chiara Muti - la sceneggiatura poi è scritta meravigliosamente. Io e Santamaria ci troveremo a leggere senza suddividere logicamente i ruoli: fondamentale sarà la musica». Per evitare il trend meccanico dei passaggi obbligati (lettura-pausa-musica-pausa) che toglierebbe sale ai reading, la soluzione è stata trovata nel giusto interplay tra voce e musica.
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